Patrick Vieira torna a parlare della sua parentesi alla guida dello Strasburgo nella stagione 2023/24, lanciando frecciate tutt’altro che velate a BlueCo, il consorzio americano che fa capo a Todd Boehly e che controlla anche il Chelsea. Ai microfoni di RMC Sport, l’ex centrocampista dell’Arsenal ha ammesso le profonde difficoltà gestionali incontrate in Alsazia, nate proprio a causa della complessa struttura della multiproprietà.
L’avventura di Vieira sulla panchina del Racing è durata appena un anno, iniziato subito dopo l’avvento degli investitori statunitensi. Un’esperienza che il tecnico francese ha voluto paragonare a quella vissuta agli albori della sua carriera da allenatore all’interno del City Football Group, dove le dinamiche erano diametralmente opposte: “Ho avuto la fortuna di iniziare con il Manchester City, una galassia che vanta club in tutto il mondo. Lì c’erano enorme coerenza e relazioni limpide nella costruzione della rosa e nelle decisioni strategiche. Il manager faceva parte integrante di queste scelte”.
Lo scenario trovato a Strasburgo, invece, si è rivelato decisamente meno lineare: “In Alsazia sono arrivati dirigenti nuovi nel panorama calcistico. Probabilmente hanno riscontrato delle difficoltà nel comprendere le reali dinamiche di questo sport e, soprattutto, il peso specifico che un allenatore deve avere all’interno di un club“.
Secondo l’ex allenatore del Crystal Palace, il vero cortocircuito ha riguardato la catena di comando e l’autonomia sul mercato e sul campo: “Da un certo momento in poi è diventata un’esperienza complicata dal punto di vista relazionale. Diventa difficile allenare una squadra quando le decisioni cruciali vengono prese direttamente da Londra“.
Infine, Vieira ha voluto schierarsi apertamente dalla parte dei tifosi francesi, da tempo sul piede di guerra contro la nuova gestione e preoccupati che lo Strasburgo si trasformi in una semplice succursale dei Blues per svezzare giovani talenti: “È un grande peccato, perché parliamo di una piazza storica, con una tifoseria straordinaria. La gente fatica a digerire l’attuale modello societario e io, onestamente, condivido appieno la loro incomprensione”.
