Matthijs de Ligt e i suoi insospettabili idoli: dai sogni d’infanzia con Cristiano Ronaldo alla realtà condivisa con Eriksen e Kane. Nonostante sia uno dei difensori centrali più importanti del panorama internazionale, il classe ’99 del Manchester United ha svelato come i suoi più grandi punti di riferimento calcistici siano stati, in realtà, quasi tutti dei campioni offensivi.
Il legame con il mondo dei Red Devils, d’altronde, era scritto nel destino. L’ex difensore della Juventus ha confessato la sua totale ammirazione per Cristiano Ronaldo, nata proprio guardando lo United dominare in Europa:
“Penso che avessi circa 7 o 8 anni quando il Manchester United vinse la Champions League nel 2008. In quel periodo, Cristiano era uno dei giocatori più forti e determinanti del pianeta. Aveva uno stile unico, che chiunque in campo voleva imitare. Sì, è stato senza dubbio uno dei miei primi idoli”.
Un cerchio che si è poi chiuso a Torino, quando De Ligt ha vissuto il sogno di giocare fianco a fianco con CR7 in maglia bianconera, a partire da quel pazzesco 3-2 contro il Napoli nell’agosto del 2019.
Ma se Ronaldo rappresentava l’idolo generazionale, c’è chi ha plasmato il Matthijs adolescente sul campo: Christian Eriksen. Cresciuto nell’inesauribile vivaio dell’Ajax, De Ligt ha mosso i primi passi proprio sulla linea mediana:
“Nelle giovanili giocavo anche a centrocampo, esattamente nella sua stessa posizione. Quando Christian è esploso in prima squadra, tutti ne parlavano come del più grande talento visto da anni. Diventava naturale osservare ogni singola cosa che faceva, cercare di immedesimarsi in lui. È curioso come poi il calcio ti porti a condividere lo spogliatoio dello United con lui, dopo aver giocato anche con Cristiano. Eriksen è stato uno dei fari della mia giovinezza”.
Infine, l’ultimo grande shock calcistico per il difensore olandese porta il nome di Harry Kane, incrociato durante la parentesi comune al Bayern Monaco prima del trasferimento a Old Trafford. Un impatto devastante per l’ex juventino:
“Harry mi ha letteralmente impressionato. Per il modo in cui lavora ogni giorno, per la sua forza e per la spaventosa costanza sotto porta. Dietro ogni suo tiro c’è sempre un’idea ben precisa. Sa esattamente cosa fare e dove indirizzare il pallone: di destro, di sinistro o di testa. Per non parlare della sua visione di gioco, semplicemente incredibile. È un attaccante totale, non avevo mai visto nulla di simile in tutta la mia vita”.
