14 Settembre 2026,ore 18.37

Cori shock su Diogo Jota, la rabbia di Neves. Ronaldo chiede il DASPO a vita

diogo jota

Un episodio squallido e inqualificabile ha macchiato la 7ª giornata della Saudi Pro League. Durante la sfida tra Al-Taawoun e Al-Hilal, finita con un roboante 6-0 a favore degli ospiti, un gruppo di sostenitori locali si è reso protagonista di cori gravemente irrispettosi indirizzati a Ruben Neves, facendo leva sulla tragica scomparsa di Diogo Jota, l’ex attaccante del Liverpool e del Wolverhampton venuto a mancare nel luglio 2025 in un incidente stradale insieme al fratello André Silva.

I due, oltre ad aver condiviso anni in nazionale con il Portogallo, avevano legato in maniera indissolubile nei tre anni trascorsi insieme con la maglia dei Wolves in Premier League tra il 2017 e il 2020.

La reazione sul campo e le parole di fuoco di Neves: “Non andate a pregare”

Durante l’interruzione di gioco in cui si sono sollevati i cori, Neves ha inizialmente reagito sul terreno di gioco rivolgendo un applauso ironico ed amaro verso la curva avversaria. Tuttavia, a bocce ferme e nonostante il tennistico successo ottenuto dalla sua squadra, l’ex capitano del Wolverhampton si è sfogato davanti ai taccuini dei cronisti con parole pesantissime:

“Spero soltanto che tutte le persone che hanno intonato quei cori, stasera o domani, dopo quello che hanno fatto non abbiano il coraggio di andare a pregare.”

Cristiano Ronaldo insorge, la Federazione apre un’inchiesta: “Fuori dai nostri stadi”

L’accaduto ha sollevato un polverone mediatico che ha varcato immediatamente i confini sauditi, provocando la reazione sdegnata di diverse stelle del campionato. Su tutti si è espresso Cristiano Ronaldo: il fuoriclasse dell’Al-Nassr, punto di riferimento del movimento calcistico arabo e storico compagno di squadra sia di Neves sia del compianto Jota, ha affidato ad Instagram un duro attacco:

“La lega deve intervenire subito con la massima fermezza. Questo non è più calcio, bisogna fissare un limite invalicabile. Chi si comporta in questo modo non dovrebbe mai più essere autorizzato a mettere piede all’interno di uno stadio di calcio.”

Parole condivise anche da Saleh Abu Al-Shamat dell’Al-Ahli (“Mancare di rispetto ai morti va contro tutti i nostri valori“), mentre sia la Saudi Pro League sia la Federcalcio saudita hanno emesso una nota congiunta di condanna. L’Al-Hilal ha già inoltrato un esposto formale richiedendo sanzioni esemplari per tutelare l’immagine del proprio tesserato e della memoria di Diogo Jota.