Il Derby di Manchester disputato ad Old Trafford lascia dietro di sé una coda infinita di veleni ed esami moviola che stanno infiammando il dibattito sportivo britannico. La vittoria di misura del Manchester City per 1-0, firmata nella ripresa da Erling Haaland nonostante l’inferiorità numerica, è passata quasi in secondo piano di fronte all’episodio da moviola al 23′ del primo tempo: lo scontro ravvicinato tra Bruno Fernandes e Phil Foden sfociato nel cartellino rosso diretto per la stella dei Citizens.
Se il City si gode un successo di platino ottenuto con il cuore e l’impatto di Enzo Fernández in mediana, la prestazione sottotono del Manchester United passa in secondo piano rispetto alla bufera mediatica che ha travolto il proprio capitano.
Maresca furioso e compatto: “Foden ha sbagliato, ma dovevano uscire entrambi”
Nel post-partita, l’allenatore del Manchester City Enzo Maresca non ha cercato scuse per l’ingenuità del suo numero 47, ma ha puntato con decisione il dito contro la decisione arbitrale di graziare il trequartista portoghese:
“Il cartellino rosso a Foden è giusto perché la sua è una reazione e non si fa, ma nella stessa identica azione anche Bruno Fernandes meritava l’espulsione. Ho rivisto subito le immagini dalla panchina: il rosso per Phil è evidente, ma si nota chiaramente l’intenzione provocatoria di Bruno. Per me il direttore di gara doveva mandare sotto la doccia entrambi.”
Lo sdegno delle leggende: Keane e Neville massacrano il capitano dei Red Devils
A rincarare la dose in maniera feroce sono stati due ex simboli storici del Manchester United, oggi volti di punta degli studi televisivi di Sky Sports: Gary Neville e Roy Keane. Neville si è detto profondamente sorpreso del fatto che Fernandes non sia stato nemmeno ammonito per il colpo rifilato a palla lontana, ma è stato Keane ad affondare il colpo in maniera spietata:
“Bruno interviene da dietro, commette un fallo solare e poi gli rifila pure un calcetto mentre Foden è a terra. Foden sbaglia a reagire e viene cacciato, ma se dobbiamo parlare di condotta violenta, per me il vero scorretto nell’azione è proprio Bruno Fernandes. Bisogna dire le cose come stanno: da capitano e da compagno di professione certe provocazioni non si fanno.”
