Ore di altissima tensione in Premier League. Secondo quanto riportato in esclusiva dal Daily Mail, il West Ham starebbe seriamente valutando di presentare un reclamo ufficiale presso il PGMOL (Professional Game Match Officials Limited) a seguito del concitato epilogo del match contro l’Arsenal.
Il caso: un VAR “infinito” e il gol negato
Al centro della bufera c’è la rete del pareggio siglata da Callum Wilson nei minuti di recupero, poi annullata per un presunto fallo su Raya. Una decisione arrivata dopo una revisione VAR estenuante: si parla di ben 17 frame analizzati e oltre quattro minuti di consultazione al monitor. Alla fine, il gol è stato revocato, consegnando a Mikel Arteta una vittoria per 1-0 che vale il +5 in vetta alla classifica.
Mentre i Gunners blindano il primato, gli Hammers sprofondano in classifica, ora ad un punto di distanza dalla zona salvezza presidiata dal Tottenham (impegnato stasera contro il Leeds). La dirigenza dell’East London non ci sta e intende esigere massima trasparenza, richiedendo gli audio dei dialoghi tra il direttore di gara e la sala VAR.
La strategia degli Hammers e la risposta del PGMOL
La linea difensiva del club è chiara: la posizione di Pablo su Raya sarebbe stata causata da una spinta pregressa di un difensore dell’Arsenal, rendendo l’impatto con il portiere del tutto inevitabile. Nonostante la fermezza del club, tra gli addetti ai lavori regna un forte scetticismo sull’esito del ricorso, che rischia di risolversi in un nulla di fatto.
Dal canto suo, il PGMOL pare intenzionato a fare scudo attorno all’operato della terna arbitrale. L’associazione dei fischietti inglesi ritiene infatti corretta la gestione dell’episodio, nonostante i quattro minuti e 17 secondi necessari per sciogliere i dubbi. Una tempistica record che alimenta ulteriormente il dibattito sull’uniformità di giudizio oltremanica.
