Non è bastato il “siparietto” di Pep Guardiola in conferenza stampa. Il suo “Come on you Irons”, lanciato quasi come un incantesimo per spingere il West Ham allo sgambetto contro la capolista, è rimasto una speranza vana. L’Arsenal di Mikel Arteta non trema, vince la battaglia di nervi contro gli Hammers e risponde sul campo: un 1-0 sofferto, sporco, ma che profuma prepotentemente di titolo.
Trossard scaccia i fantasmi
È stata una battaglia logorante, risolta solo all’83’ da un guizzo di Leandro Trossard: una conclusione deviata che ha fatto esplodere il settore ospiti, restituendo ossigeno ai Gunners in apnea. Ma il vero momento di svolta è arrivato poco dopo, in un finale vietato ai deboli di cuore.
Il pareggio di Callum Wilson è stato strozzato in gola da una revisione VAR infinita: 17 replay analizzati per quella che è sembrata un’eternità. Alla fine, il verdetto ha premiato Arteta: rete revocata per fallo di Pablo (subentrato proprio per scuotere i padroni di casa) sull’intoccabile David Raya. Al triplice fischio, l’estasi biancorossa ha cancellato la paura: tre punti che valgono una stagione.
Tabelle scudetto: l’Arsenal padrone del proprio destino
Dopo 22 anni di attesa, il traguardo è visibile all’orizzonte. L’Arsenal vanta ora 5 punti di vantaggio sul Manchester City (pur con una gara in più). Il calcolo è semplice: vincendo le ultime due sfide contro Burnley e Crystal Palace, i londinesi saranno Campioni d’Inghilterra.
Tuttavia, il titolo potrebbe arrivare anche prima. Il calendario dei Citizens (impegnati contro Palace, Bournemouth e Aston Villa) è fitto di insidie: un eventuale passo falso degli uomini di Guardiola potrebbe consegnare la Premier ad Arteta già prima dell’ultima giornata. Londra è pronta a festeggiare, il “malocchio” di Pep è stato ufficialmente scacciato.
