Una delle serate più nere e inattese della storia recente dell’Arsenal. I Gunners sono stati clamorosamente eliminati agli ottavi di finale di League Cup per mano del Fleetwood Town, formazione che milita in League Two (la quarta divisione inglese, dove occupa attualmente il 18° posto). Al termine di una battaglia vissuta sul filo dei nervi e conclusasi sull’1-1 al novantesimo, a decretare l’incredibile verdetto è stata la lotteria dei calci di rigore, sancendo un’uscita di scena che farà a lungo discutere Oltremanica.
Il turnover di Arteta, il vantaggio del Fleetwood e il pari di Gyokeres
Mikel Arteta aveva optato per un ampio turn-over in vista dei prossimi impegni ravvicinati, inserendo dal primo minuto soltanto pochi titolari abituali come Viktor Gyokeres e Kai Havertz. La mossa, tuttavia, si è rivelata un boomerang.
I padroni di casa del Fleetwood sono passati clamorosamente in vantaggio al 21′ grazie alla rete di Aaron Louaplo-Bi, mettendo in ginocchio le certezze dei londinesi. Ad evitare la figuraccia immediata ci ha pensato Gyokeres, abile a firmare il gol del pareggio in apertura di ripresa. Nel finale, l’inerzia della sfida si è ulteriormente complicata per i Gunners, rimasti in inferiorità numerica a causa dell’espulsione rimediata dal giovane talento Max Dowman.
La beffa ai rigori: Bruno Guimaraes tradisce ancora dal dischetto
Trascinatasi stancamente fino ai tiri dal dischetto, la contesa ha premiato il coraggio degli sfavoriti. A risultare decisivo in negativo per l’Arsenal è stato Bruno Guimaraes: il centrocampista brasiliano è stato l’unico giocatore dei Gunners a fallire il proprio tentativo dagli undici metri, condannando la squadra all’eliminazione. Un incubo che si ripete per l’ex Newcastle, già finito nel mirino della critica mesi fa per il rigore fallito con la maglia del Brasile nei quarti di finale del Mondiale contro la Norvegia.
Il ritorno di Meslier e l’ombra del fallimento
In un contesto così amaro, passa inevitabilmente in secondo piano il rientro in campo di Illan Meslier. Il portiere francese, schierato tra i pali per la sua prima apparizione ufficiale dopo oltre un anno e mezzo di stop, non è riuscito a neutralizzare alcun penalty nella serie finale, subendo la festa della modestissima compagine di quarta divisione. Per Arteta si apre ora una profonda riflessione sulla tenuta mentale delle seconde linee e sulla gestione di una rosa chiamata a non fallire più.
