Il talento purissimo, le giocate imprevedibili e la capacità di far sognare la gente sono da sempre il marchio di fabbrica di Eberechi Eze. Eppure, nell’ingranaggio perfetto allestito da Mikel Arteta all’Arsenal, la stella del fantasista inglese sembra essersi momentaneamente appannata. La vittoria per 1-0 sul campo del Nottingham Forest ha riacceso le discussioni attorno al ventottenne, schierato per la prima volta da titolare in Premier League in questa stagione ma sostituito all’intervallo dopo soli nove passaggi completati e ventidue tocchi di palla. Un rendimento sottotono che ha alimentato dubbi sui media britannici, tirando in ballo persino le recenti parole del CT dell’Inghilterra Thomas Tuchel sul lento ritorno alla miglior condizione dell’ex Palace.
L’analisi tattica di Upson: “L’equivoco del ruolo a sinistra e la gabbia con Odegaard”
A fare il punto sulle difficoltà di inserimento di Eze è stato l’ex difensore dell’Arsenal e della Nazionale inglese Matt Upson. L’infortunio al bicipite femorale patito dalla freccia greca Christos Tzolis ha spalancato ad Eze le porte dell’undici titolare sulla corsia mancina, un ruolo che tuttavia rischia di penalizzarne la creatività:
“Trovare il suo ruolo e la sua collocazione precisa è diventata una vera sfida. Quando arrivi in una rosa con la qualità dell’Arsenal, se non dimostri di avere un’identità tattica definita diventa difficilissimo mantenere il posto. Ora sta tappa-buche sulla fascia sinistra, ma per me non è un’ala pura. Al Crystal Palace giocava da numero 10 più stretto, ma con capitan Martin Odegaard titolare inamovibile al centro è quasi impossibile per Arteta schierarli insieme mantenendo l’equilibrio.”
La difesa dei numeri: garanzia di continuità e dati da top player per 90 minuti
Se l’opinione pubblica storce il naso di fronte a prestazioni meno scintillanti, le statistiche raccontano una storia differente e dimostrano l’impatto reale avuto da Eze da quando ha sposato la causa dei Gunners nell’agosto 2025. Il trequartista ha collezionato ben 36 maglie da titolare su 63 gare totali disputate dal club la scorsa stagione, risultando decisivo nei momenti chiave della cavalcata scudetto con 5 gol nei derby contro il Tottenham e le perle contro Newcastle e Palace.
Inoltre, proiettando le rilevazioni di questa stagione su 90 minuti, i dati registrano numeri persino superiori alla scorsa annata per assist (0,25), dribbling completati (1,98) e tocchi nell’area avversaria (5,95).
La ricetta di Arteta per il riscatto verso il Bayern Monaco
Consapevole delle enormi aspettative che circondano il suo numero 10 dopo un’estate segnata dal mancato arrivo di innesti del calibro di Vinicius Jr o Julian Alvarez, Mikel Arteta continua a fare scudo attorno al giocatore, pretendendo però un ulteriore salto di qualità atletico e mentale a partire dal big match d’Europa contro il Bayern Monaco:
“Abbiamo in rosa calciatori eccezionali e le aspettative sono giustamente altissime per ognuno di loro. Vogliamo tutti di più da ciascun singolo elemento: è esattamente questa la mentalità che ci farà migliorare come collettivo e spingerà ragazzi come Eberechi ad alzare costantemente la propria asticella.”
