Una notte da leggenda, destinata a rimanere scolpita per sempre nella storia del calcio inglese. Sotto il cielo plumbeo di Città del Messico, squarciato da fulmini e tempeste che hanno ritardato il calcio d’inizio di un’ora, l’Inghilterra di Thomas Tuchel compie l’impresa delle imprese: viola la fortezza quasi inespugnabile dello stadio Azteca, batte il Messico 3-2 al termine di una battaglia epica e strappa il pass per i quarti di finale del Mondiale 2026. Per i Tre Leoni si tratta probabilmente del risultato più importante e glorioso dai tempi del trionfo a Wembley nel 1966.
I giocatori inglesi sono crollati sul prato verde al fischio finale, esausti ma in estasi, dopo aver superato ogni tipo di ostacolo: l’altitudine asfissiante degli oltre 2.200 metri, l’incredibile ostilità del pubblico di casa (il Messico aveva perso solo due delle precedenti 89 partite ufficiali nel proprio tempio) e, soprattutto, l’inferno tattico scatenato dall’espulsione di Jarell Quansah a inizio ripresa. Sabato sera a Miami, l’Inghilterra sfiderà la Norvegia di Haaland, ma la notte di Città del Messico rimarrà immortale.
La masterclass tattica di Tuchel e le mosse da “muro”
Spesso criticato in patria per le sue scelte nei convocati, Thomas Tuchel ha dimostrato una volta di più perché viene considerato un maestro assoluto del calcio da torneo. Dopo il cartellino rosso sventolato a Quansah per un brutto intervento, il tecnico tedesco non ha esitato a ridisegnare la squadra con mosse lucide e coraggiose: fuori Bukayo Saka per inserire John Stones, seguiti poi dagli ingressi di Dan Burn e Djed Spence per blindare una difesa a cinque invalicabile.
Al fischio finale, l’abbraccio liberatorio e selvaggio tra Tuchel e Bellingham ha mostrato al mondo l’anima di un gruppo compatto. “Che dramma dal primo minuto, una partita folle e montagne russe emotive“, ha dichiarato un orgoglioso Tuchel a fine gara. “È stata una lotta lunghissima in dieci uomini, ma ho visto giocatori fieri di rappresentare il proprio Paese. È una notte speciale”.
Jude Bellingham è una superstar totale; Kane infallibile
Se l’Inghilterra continua a cullare il sogno di “mettere la seconda stella sulla maglia”, gran parte del merito va a un Jude Bellingham semplicemente celestiale. Finito al centro del dibattito prima del torneo, la stella del Real Madrid ha risposto da fuoriclasse assoluto.
Non solo ha firmato la doppietta decisiva che ha spinto i britannici avanti nel punteggio, ma ha offerto una prestazione totale, salvando persino un gol fatto sulla linea di porta sul colpo di testa del messicano Montes poco prima dell’intervallo. Dopo il parziale ritorno dei padroni di casa con Julián Quiñones, ci ha pensato il solito Harry Kane a ristabilire le distanze dal dischetto (6° centro nel suo Mondiale), prima del brivido finale firmato da Raul Jimenez che ha dato il via a 11 minuti di recupero d’isteria pura.
La redenzione di Pickford: “Serata indimenticabile”
Accanto a Bellingham, la palma di eroe della serata spetta di diritto a Jordan Pickford. Finito sul banco degli imputati dopo la prova incerta contro la RD del Congo, il portiere dell’Everton ha sfoderato la miglior prestazione in carriera con la maglia della Nazionale proprio nella sera in cui ha eguagliato il record storico di 17 presenze ai Mondiali di Peter Shilton. Le sue due parate monumentali su Jimenez nel primo tempo hanno tenuto in piedi l’Inghilterra nel momento di massima pressione.
“Venire all’Azteca è l’occasione di una vita, un ricordo da cancellare dalla lista dei desideri“, ha commentato un entusiasta Pickford. “Non è stato bello da vedere, ma abbiamo mostrato carattere, coesione e unità”. Anche il capitano Harry Kane ha incoronato il gruppo: “Ci sono stati così tanti eroi stasera. Questa è una delle serate più belle di tutta la mia carriera“. L’Inghilterra vola ai quarti, e adesso lo spauracchio scandinavo non fa più così paura.
