Il Nottingham Forest piazza il colpo da novanta per la panchina e si assicura Oliver Glasner. Il tecnico austriaco, reduce da un ciclo leggendario e ricchissimo di trionfi alla guida del Crystal Palace, ha deciso di rimanere in Premier League accettando la corte del vulcanico patron Evangelos Marinakis. Per il Forest si tratta del quinto avvicendamento in panchina nell’ultimo anno: Glasner prende infatti il posto di Vítor Pereira, esonerato in settimana con una tempistica a dir poco cinematografica, appena due minuti prima che scadesse la clausola di uscita presente nel suo contratto.
Dietro la scelta di Glasner c’è stata anche una suggestione italiana. Nelle scorse settimane, infatti, il Milan aveva effettuato un sondaggio concreto per portare il tecnico a San Siro. I contatti con la dirigenza rossonera non hanno però portato alla fumata bianca per mancanza di un accordo totale sui programmi, spingendo il club del Diavolo a virare con decisione su Rúben Amorim. Glasner ha preferito così la continuità in Inghilterra, attratto dalle enormi ambizioni dei Tricky Trees.
Le prime parole di Glasner e la promessa di Marinakis
“Fin dalle primissime conversazioni con la proprietà e il gruppo dirigente, è stato evidente che avessero una visione chiara per questo club e riponessero piena fiducia in me e nel mio staff per costruire insieme un futuro solido a lungo termine”, ha dichiarato un entusiasta Glasner al momento della firma. “Questo legame, unito al potenziale che vedo nella rosa, è stato un fattore chiave“.
Parole d’elogio sono arrivate anche da Marinakis, che ha blindato il suo nuovo manager: “Oliver è un vincente. Condividiamo la stessa visione e un desiderio implacabile di successo. Il nostro obiettivo non è semplicemente competere, ma riportare il Forest tra i top club in Inghilterra e in Europa, lottando per grandi traguardi”.
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Un Re di Coppe sulla panchina del City Ground
L’ingaggio di Glasner rappresenta un manifesto programmatico per il Nottingham Forest. Il tecnico cinquantunenne si è consacrato oltremanica alla guida del Crystal Palace, club con cui ha scritto la storia conquistando prima una storica FA Cup, poi la Conference League ed infine la Community Shield ad agosto contro il Liverpool. Già vincitore dell’Europa League con l’Eintracht Francoforte nel 2022, l’austriaco entra nel ristrettissimo club dei tre soli allenatori capaci di sollevare sia l’Europa che la Conference League.
Ora lo attende la sfida più difficile: dare stabilità a una panchina diventata un vero e proprio tritacarne dopo i passaggi di Nuno Espírito Santo, Ange Postecoglou, Sean Dyche e, ultimo, Vítor Pereira (capace comunque di salvare la squadra e portarla fino alla semifinale di Europa League). Con Glasner, il Forest spera di aver finalmente trovato l’architetto giusto per aprire un ciclo duraturo.
