Saranno Southampton e Hull City a giocarsi il “Golden Ticket” per il paradiso della Premier League. Il responso è arrivato al termine di una semifinale di ritorno infinita, che ha visto i Saints strappare il pass per la finalissima di Wembley in programma il prossimo 23 maggio.
Charles l’eroe dei supplementari
Dopo lo scialbo 0-0 del match d’andata, la sfida del St Mary’s è stata una vera e propria battaglia di nervi. Chiusi i 90 minuti regolamentari sul punteggio di 1-1, è servito l’extra-time per rompere l’equilibrio. A decidere l’incontro è stato il centrocampista nordirlandese Shea Charles, che con una zampata decisiva ha fatto esplodere l’urlo dei tifosi biancorossi, condannando il Middlesbrough a un altro anno di Purgatorio.
Clima teso: tra campo e “Spygate”
La qualificazione del Southampton arriva al termine di una settimana elettrica, segnata da pesanti accuse di spionaggio mosse dall’EFL. Secondo la lega, i Saints avrebbero violato il principio di “massima buona fede”, tentando di osservare e registrare l’allenamento del Middlesbrough a Rockliffe Park appena 48 ore prima della sfida d’andata.
Il club del St Mary’s, pur non smentendo ufficialmente, ha avviato un’indagine interna. Il CEO Phil Parsons ha dichiarato la massima collaborazione con la commissione disciplinare, chiedendo però tempo per chiarire i fatti. Nonostante il tentativo dell’EFL di accelerare l’iter per vie d’urgenza, la tensione tra le due società è rimasta altissima fino al triplice fischio, rendendo il successo dei Saints ancora più dolce per la sponda biancorossa e amarissimo per un Boro che si sente beffato due volte.
Road to Wembley
L’appuntamento è ora fissato per il 23 maggio sotto l’arco di Wembley. Da una parte la solidità e l’esperienza del Southampton, voglioso di riprendersi subito un posto tra i grandi; dall’altra le ambizioni dell’Hull City. In palio non c’è solo il prestigio, ma la promozione più ricca del calcio mondiale: chi accompagnerà le già promosse Coventry e Ipswich nella Premier League 2026/27?
