Non è ancora finito il capitolo relativo alle violazioni finanziarie (PSR) che ha scosso il Merseyside negli ultimi anni. L’Everton è stato ufficialmente condannato da una commissione disciplinare indipendente della Premier League a pagare un maxi-risarcimento al Burnley, quantificato in circa 42 milioni di euro (35 milioni di sterline di capitale più interessi).
Il caso: un risarcimento senza precedenti
La disputa affonda le radici nella stagione 2021/22, anno in cui il Burnley retrocedette in Championship dopo una lotta serrata proprio contro i Toffees. Il club del Lancashire ha sostenuto con successo che, se la penalità di punti inflitta in seguito all’Everton per le violazioni finanziarie fosse stata applicata in quella specifica annata sportiva, i Clarets avrebbero mantenuto la categoria a discapito proprio della squadra di Liverpool.
La commissione ha dato ragione al Burnley, quantificando il danno economico legato alla retrocessione in 31 milioni di euro, ai quali vanno sommati oltre 10 milioni di euro di interessi.
L’ira dell’Everton: “Sentenza errata e pericolosa”
La reazione del club di Liverpool è stata immediata e durissima. In una nota ufficiale, l’Everton si è dichiarato “sorpreso e indignato” dalla decisione, annunciando un ricorso formale contro quella che viene definita una sentenza “fondamentalmente errata sia nel diritto che nei fatti”.
“Questa decisione stabilisce un precedente pericoloso e impraticabile per tutto il calcio inglese” — si legge nel comunicato — “il principio per cui un club può richiedere risarcimenti basandosi su ipotetiche violazioni finanziarie commesse in qualsiasi momento dell’anno finanziario rischia di paralizzare il sistema giudiziario sportivo”.
Un precedente che fa tremare la Premier
Gli analisti definiscono questo provvedimento come la più grande azione risarcitoria tra due club nella storia della Premier League. L’Everton ritiene che la sanzione sia sproporzionata, soprattutto se confrontata con i 12 milioni di euro (10 mln di sterline) inflitti al Chelsea per i pagamenti segreti agli agenti o i 6,5 milioni di euro (5,5 mln di sterline) al West Ham per il caso Tevez-Mascherano del 2007.
Nonostante l’attuale proprietà (il Friedkin Group) sia estranea alla gestione Moshiri che ha originato i guai finanziari, il club dovrà ora affrontare questa pesante battaglia legale. Fonti vicine al club assicurano che questa sentenza non influenzerà le strategie di mercato estive, ma il mondo del calcio inglese resta in allerta: se questa sentenza venisse confermata in appello, si aprirebbe un vaso di Pandora. Club come Leicester, Forest e Southampton hanno già monitorato la situazione e, soprattutto, gli occhi sono tutti puntati sul “processo del secolo” riguardante le 115 accuse pendenti sul Manchester City, dove potenzialmente decine di club potrebbero accodarsi per chiedere danni milionari.
