La Spagna è sul tetto del mondo. La Roja si è laureata campione del Mondo superando l’Argentina per 1-0 dopo i tempi supplementari al MetLife Stadium di New York. Un trionfo epico, che per Marc Cucurella ha il sapore intimo e profondo di un riscatto che va ben oltre il rettangolo di gioco. Tra i grandi protagonisti della spedizione nordamericana e fresco di trasferimento al Real Madrid, l’ex terzino del Chelsea porta nel cuore una vittoria dedicata interamente alla sua famiglia, ed in particolare al primogenito Mateo.
Poche ore prima di scendere in campo per la finalissima, il classe ’98 si era lasciato andare a un commovente e intimo racconto ai microfoni di RTVE, parlando della battaglia quotidiana che affronta come padre e della diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico (ASD di livello 1) ricevuta dal figlio quando aveva appena 3 anni.
“A volte non so come aiutare mio figlio”: le lacrime di Cucurella
Insieme alla compagna Claudia Rodriguez, Cucurella ha altri due figli, Rio e Bella, ma è con Mateo che la vita della famiglia ha preso una piega inaspettata e complessa. “Mio figlio maggiore è stato colui che ci ha cambiato la vita a tutti” ha confidato il terzino senza trattenere le lacrime.
“Quando ha iniziato la scuola dell’infanzia abbiamo cominciato a notare cose diverse. Nelle foto dei bambini che giocavano, lui era sempre un po’ da solo. Man mano che cresce, vedi che non parla, che non chiacchiera molto. Quella fase è stata probabilmente la più dura. Vedere tuo figlio soffrire credo sia una delle cose più difficili che ci siano. A volte non so come aiutarlo.”
Una frase brutale, dal valore umano inestimabile, che mostra la fragilità di un atleta arrivato ai massimi livelli del calcio globale, ma che tra le mura domestiche si trova ad affrontare le medesime ansie e difficoltà di milioni di genitori.
Il messaggio sociale e la gioia più grande
Consapevole del ruolo mediatico ricoperto, l’ex laterale dei Blues ha voluto lanciare un forte messaggio di sensibilizzazione e speranza, sottolineando l’importanza di abbattere i tabù e migliorare le strutture di supporto:
“Sono molto contento che, con il potere di visibilità che abbiamo, questo possa fare eco e servire ad aiutare altre famiglie, affinché si aprano più scuole o più centri di aiuto e sostegno. A me è servito per dare valore, per dare priorità alle cose che sono davvero importanti.”
Ieri sera, dagli spalti del MetLife Stadium, Mateo e tutta la famiglia hanno assistito al trionfo della Spagna guidata anche dalle giocate del papà. Per Cucurella, la coppa più bella e la vittoria più importante restano quelle vissute ogni giorno a casa.
