La crisi del Manchester United ha toccato uno dei punti più bassi e desolanti della sua storia recente. La pesante sconfitta interna per 3-0 subita contro il Bournemouth a Old Trafford, arrivata a stretto giro di posta dal severo poker incassato a Como in Champions League, ha certificato la totale assenza di identità di una squadra smarrita. Con una sola vittoria che manca ormai da più di un mese (il 4-0 al Sabah dello scorso 10 settembre), la panchina di Michael Carrick scricchiola fragorosamente sotto il peso di un’inerzia tecnica e mentale ormai indifendibile.
La rabbia di Ashley Young: “Carrick ha l’amore per il club, i giocatori no”
Nel post-partita, l’analisi spietata e senza filtri è arrivata da Ashley Young. Intervenuto ai microfoni di Sky Sports UK, l’ex esterno dei Red Devils non ha usato giri di parole per stigmatizzare l’atteggiamento della squadra nei confronti di un tecnico visibilmente logorato:
“È profondamente deludente vedere Michael Carrick ridotto in questo stato. Vorrei tanto che in campo ci fossero dei giocatori in grado di conoscere e di avere per il Manchester United lo stesso identico amore viscerale che ha lui. Purtroppo la realtà è un’altra.”
“La fine è vicina: cambiano i tecnici ma i calciatori mollano sempre”
Young ha puntato l’indice contro la mentalità di un gruppo che, secondo il suo punto di vista, avrebbe abdicato alle proprie responsabilità morali e professionali nei confronti della maglia e della guida tecnica:
“I giocatori saranno anche sembrati abbattuti davanti alle telecamere, ma credo che lo stesso Michael sappia perfettamente che la fine della sua avventura è vicina. Nelle ultime stagioni si sono alternati diversi allenatori sulla panchina, ma alla fine sono sempre gli stessi calciatori a scendere in campo. C’è stato qualche movimento nella rosa, ma continuano a non dimostrare assolutamente nulla. Ieri si vedeva chiaramente che avevano mollato: non stanno correndo per questo allenatore e non hanno alcuna voglia di lottare. I tifosi meritano molto di più e sanno benissimo che Carrick è stato tradito da quei giocatori.”
Un futuro da ricostruire sulle macerie di Old Trafford
Le parole di Young fotografano fedelmente il clima di sfiducia che si respira attorno a Carrington e dintorni. I supporters di Old Trafford, feriti e delusi da anni di promesse mancate, assistono impotenti a un copione già visto in cui i manager pagano il conto per l’atteggiamento indolente di una rosa incapace di reggere il peso della storia del club. Con la stagione che rischia di compromettersi definitivamente già in autunno, la dirigenza è chiamata a una presa di coscienza immediata prima che la deriva diventi irreversibile.
