Un attacco frontale senza esclusione di colpi, che rischia di agitare ulteriormente le acque già tempestose in casa Manchester United. Erik ten Hag torna a parlare e lo fa con parole al veleno ai microfoni di ESPN. L’ex tecnico olandese, esonerato nel novembre 2024 e ancora risentito per le modalità dell’addio, ha analizzato il momento drammatico dei Red Devils, spintisi al 17° posto in Premier League dopo la sconfitta per 2-0 contro il Chelsea e salvati dalla zona retrocessione soltanto dalla differenza reti.
Lo spettro della Championship e la difesa del proprio operato
Per lo United si tratta di una crisi senza precedenti recenti, considerando che il club non retrocede in seconda divisione dal lontano 1974. Ten Hag, tuttavia, non esclude affatto lo scenario peggiore per la squadra attualmente affidata a Michael Carrick:
“In Premier League la retrocessione dello United è certamente possibile, perché tutte le squadre sono forti e competitive. Se entri in un circolo vizioso e finisci dalla parte sbagliata della classifica, riemergere diventa difficilissimo”.
L’allenatore ha poi difeso a spada tratta la sua gestione ad Old Trafford:
“Penso che abbiamo fatto più che bene. Prima del mio arrivo lo United non vinceva un trofeo da sei anni: noi siamo stati a Wembley sei volte, conquistando due coppe e un terzo posto. Guardate invece dove si trovano adesso”.
La stoccata a Cristiano Ronaldo: “In fase calante già dall’addio al Real Madrid”
Oltre a demolire la situazione attuale del suo vecchio club, Ten Hag non ha risparmiato una dura stoccata a Cristiano Ronaldo, reduce dalla vittoria del premio B.O.A.T. (Best Ballon d’Oro of All Time) assegnato da France Football per l’edizione 2008. Il tecnico olandese ha espresso un giudizio severo sulle ultime tappe della carriera del portoghese:
“Ronaldo appartiene all’élite mondiale, ma negli ultimi sette-otto anni non è riuscito a esprimere il suo reale potenziale. Dalla Juventus in poi era semplicemente finita: quando il Real Madrid l’ha lasciato andare era già in fase calante”.
Parole destinate a far discutere, a dispetto dei numeri monstre fatti registrare dal lusitano (101 gol in bianconero, 27 nel ritorno a Manchester e ben 132 con l’Al-Nassr, lanciato verso quota 1.000 reti in carriera), che riaccendono una faida mai davvero sopita.
