Il terremoto in casa Manchester United continua a far discutere. Dopo l’esonero fulmineo di Ruben Amorim, a prendere la parola è stato chi quella panchina l’ha conosciuta bene, nel bene e nel male: José Mourinho. Lo Special One, intervistato dalla testata portoghese O Jogo, ha commentato l’addio del connazionale con il suo consueto mix di diplomazia e orgoglio personale.
“Solo Ruben sa cosa è successo”
Mourinho non è voluto entrare nei dettagli tecnici del fallimento di Amorim a Old Trafford, preferendo lasciare al giovane collega l’onere dell’analisi:
“Quello che è successo con Ruben è qualcosa che solo lui può analizzare. Credo che lo farà insieme al suo staff. Se deciderà di farlo pubblicamente o meno, non lo so”.
Il tecnico ha poi respinto con fermezza l’idea che il licenziamento di Amorim possa gettare un’ombra sui giovani allenatori portoghesi all’estero: “Non capisco perché dovrebbe esserci più pressione. Ogni tecnico risponde per sé. Per quanto mi riguarda, non la vedo così”.
L’affondo dello Special One: “La storia non si cancella”
L’ex tecnico dei Red Devils ha colto l’occasione per ribadire la differenza tra il suo passaggio a Manchester e quello dei suoi successori. Con la solita precisione chirurgica, Mourinho ha ricordato i suoi traguardi:
“Quando lascio un club, chiudo la porta e non commento. Ma la storia resta lì, i numeri restano. I miei tre trofei vinti con lo United sono a casa e questo è tutto”.
Un riferimento chiaro alla Community Shield, alla League Cup e all’Europa League (spesso citata come FA Cup per errore nelle cronache recenti) conquistate durante le sue 144 partite alla guida del club. Un palmares che, a distanza di anni, resta l’ultimo ciclo vincente di rilievo a Old Trafford.
Suggestione Solskjaer
Mentre il club cerca di capire dove il progetto Amorim sia deragliato, il futuro immediato dello United potrebbe tingersi di nostalgia. Circolano infatti indiscrezioni su un possibile ritorno di Ole Gunnar Solskjaer nel ruolo di interim manager, lo stesso compito che assunse proprio dopo l’addio di Mourinho nel 2018.
Un cerchio che sembra non chiudersi mai in casa United, dove la ricerca dell’erede dei grandi successi del passato continua a mietere vittime illustri.
