10 Giugno 2026,ore 17.38

Roy Keane racconta il chiarimento con Bruno Fernandes dopo lo scontro a distanza

roy keane

Nel mondo del calcio inglese, quando parla Roy Keane, l’eco si trascina dietro polemiche per settimane. Ma questa volta, il focolaio che si era acceso tra lo storico e vulcanico ex capitano del Manchester United e l’attuale leader dei Red Devils, Bruno Fernandes, si è spento nel modo più maturo possibile: un chiarimento telefonico diretto e senza filtri.

La scintilla

Tutto era nato a maggio, subito dopo la penultima giornata di Premier League. Parlando al podcast The Overlap, Keane aveva aspramente criticato l’atteggiamento di Bruno Fernandes, accusandolo di dare priorità ai traguardi personali rispetto al destino della squadra e descrivendo la gestione del portoghese come un “numero circense”.

Per avvalorare la sua tesi, l’ex centrocampista irlandese aveva citato una presunta dichiarazione di Fernandes dopo la vittoria per 3-2 contro il Nottingham Forest, secondo cui il portoghese avrebbe detto: “Probabilmente avrei dovuto tirare, ma ho preferito fare il passaggio per l’assist”. Parole pronunciate proprio nei giorni in cui il classe ’94 era a un passo dal frantumare il record storico di assist in una singola stagione di Premier League (poi effettivamente battuto all’ultima giornata contro il Brighton, raggiungendo quota 21 assist).

La replica del portoghese non si era fatta attendere. Fernandes aveva accusato pubblicamente Keane di aver inventato una “bugia”, ripristinando il testo corretto della sua intervista: “Oggi ci sono stati momenti in cui avrei dovuto lanciare invece di tirare. Sono felice per l’assist, ma soprattutto per la vittoria”. Il capitano dello United aveva poi espresso il desiderio di incrociare Keane per un confronto a quattr’occhi.

Il retroscena: “Una telefonata da persone mature”

Il tanto atteso chiarimento è arrivato. Durante l’ultima puntata del podcast Stick to Football, è stato lo stesso Roy Keane a svelare il retroscena del loro contatto:

“C’è stata maretta dopo quello che avevamo detto nel podcast qualche settimana fa e Bruno mi ha contattato per chiedermi un colloquio. L’ho chiamato e abbiamo fatto una bella chiacchierata, matura e costruttiva“, ha ammesso l’irlandese. “A volte quando fai commenti in TV o nei podcast, pensi di esprimere un concetto ma questo viene recepito male, facendo arrabbiare i diretti interessati. Mi piace mantenere i confini con i calciatori di oggi, non voglio parlare con loro o con i loro agenti ogni due settimane, ma in questo caso era importante. Lui è l’uomo simbolo dello United, io un ex capitano. Abbiamo parlato un po’ di tutto, mi ha fatto davvero piacere e mi sono sentito meglio dopo quella telefonata. Spero sia stato lo stesso anche per lui”.

Pace fatta, dunque, tra il vecchio e il nuovo Manchester United. Un segnale di leadership da parte di Bruno Fernandes, capace di sfidare e poi convincere un osso duro come Roy Keane.