Se sul terreno di gioco il Manchester City ha dettato legge imponendosi con un netto 3-0, sugli spalti di Anfield è andato in scena uno show del tutto diverso. La visita della squadra di Enzo Maresca a casa del Liverpool ha trasformato lo stadio in un vero e proprio tribunale popolato da cori di dissenso, palloncini gonfiabili e striscioni velenosi, ideati dai tifosi Reds per sfogare la propria frustrazione sul pesante caso di presunte violazioni finanziarie legato al club dell’Etihad.
Con l’ombra di una possibile revoca dei titoli e il rischio retrocessione qualora i Citizens dovessero perdere il ricorso, la curva di casa non ha risparmiato alcun colpo alla dirigenza e ai rivali di sempre.
La parodia degli Oasis e lo sfottò “Man Cheaty”
Tra le varie iniziative messe in campo dalla tifoseria di casa, la provocazione più virale ha preso di mira l’inno pop più famoso legato alla sponda azzurra di Manchester. I sostenitori del Liverpool hanno infatti riadattato l’iconica hit degli Oasis, Wonderwall, trasformandola a ritmo di musica in un coro liberatorio: “And after all, you really won f… all” (“E alla fine, non avete vinto un c…o“), alternato alla variante “And after all, you really robbed us all” (“E alla fine, ci avete rubato davvero tutto”).
A completare la parodia musicale e verbale ci ha pensato il gioco di parole che ha rinominato il club in “Man Cheaty” (dal verbo to cheat, imbrogliare), stampato e urlato su sciarpe e cartelli in tutto l’impianto.
Cartelli poetici e i fischi finali nonostante il K.O. sul campo
Prima di assistere all’amaro crollo sul campo della squadra allenata da Andoni Iraola, i sostenitori del Liverpool hanno esposto lungo i settori di Anfield diversi cartelloni dal forte impatto simbolico ed emotivo. Tra i messaggi più iconici dedicati alla proprietà di Abu Dhabi spicca la citazione: “E finché non avrai ripagato i sogni che hai comprato per le tue bugie, sarai un naufrago solitario sotto cieli in tempesta”.
Nemmeno il pesante svantaggio maturato nel secondo tempo ha placato gli animi dei tifosi Reds, che fino al triplice fischio dell’arbitro Kavanagh – e ben oltre la fine delle ostilità – hanno sommerso di fischi la squadra avversaria.
