Non è più una novità, ma per lui il fascino resta quello della prima volta. Pep Guardiola si appresta a varcare i cancelli di Wembley per la ventiquattresima volta da quando siede sulla panchina del Manchester City. Sabato pomeriggio, contro il Chelsea, il tecnico catalano cercherà di aggiungere un altro trofeo alla bacheca degli Sky Blues, ma prima della battaglia ha voluto omaggiare il tempio del calcio inglese definendolo un “luogo speciale”. Con il suo solito piglio ironico, Pep ha scherzato sulla sua incredibile frequenza allo stadio nazionale:
“Sono deluso che il calcio inglese non mi abbia ancora dedicato una tribuna! Ci sono stato così tante volte… forse dovrebbero intitolarmi un salottino o un box. E chissà, magari ci tornerò altre 24 volte”.
Il giardino dei ricordi: dal 1992 al dominio con il City
Il rapporto tra Guardiola e il tappeto verde di Wembley affonda le radici nel passato, ben prima del suo approdo a Manchester. È su quel prato che ha sollevato la Coppa dei Campioni da giocatore del Barcellona nel 1992 e dove, nel 2011, ha dato una lezione di calcio al Manchester United di Ferguson nella finale di Champions League. Riflettendo su questo legame viscerale, Pep ha espresso tutto il suo entusiasmo per l’imminente sfida:
“È fantastico tornarci per una finale di FA Cup alle tre del pomeriggio. L’organizzazione è eccellente, si affrontano due grandi squadre con i loro allenatori. Sarà una partita di altissimo livello”.
Un record che non finisce mai
Oggi, la magia della FA Cup conserva per lui un sapore unico, specialmente quando la posta in palio è un trofeo che definisce la storia del calcio d’Oltremanica. Il City cerca l’ennesimo trionfo e Guardiola punta a confermarsi il vero padrone di casa a Wembley. In quello che lui considera il suo “giardino”, il tecnico catalano vuole scrivere un’altra pagina leggendaria, dimostrando che, nonostante le decine di presenze, la fame di vittoria sotto l’arco di Londra non svanisce mai.
