05 Maggio 2026,ore 17.40

De Zerbi, che rivoluzione: ecco come sta andando al Tottenham

de zerbi

Roberto De Zerbi ed il Tottenham, un matrimonio quasi annunciato, ma arrivato nel momento più delicato. Gli Spurs si sono affidati completamente al tecnico italiano, in una situazione davvero drammatica. La vittoria mancava da mesi e la classifica si faceva sempre più pericolante, un vero all-in. La reputazione di De Zerbi ormai è ben nota, un tecnico eccezionale, geniale, a livello tecnico, ma una personalità controversa. Quella stessa personalità rappresentava il dubbio dei tifosi Spurs, De Zerbi sarebbe riuscito a revitalizzare l’ambiente, senza farsi esplodere mediaticamente? La risposta per adesso è abbastanza evidente.

Che impatto

L’inizio sembrava essere un film già visto, una sconfitta deludente contro il Sunderland. Poi lo psicodramma, il pari in extremis contro il Brighton. Gli Spurs però hanno reagito, con due vittorie pesantissime contro Wolves e soprattutto Aston Villa. I londinesi hanno ritrovato lo slancio giusto, e sono fuori dalla zona retrocessione, con il West Ham che però non ha intenzione di arrendersi. De Zerbi non ha potuto lavorare da 0, ma ha già introdotto, ad una velocità impressionante, alcuni elementi del proprio gioco. Il De Zerbi-ball che l’Inghilterra attendeva.

Che progressi

Il Tottenham con Frank e Tudor era sembrata una squadra fisicamente a pezzi, incapace di pressare e reggere il confronto fisico con le altre squadre. De Zerbi invece ha improntato la propria strategia proprio sull’aggressività. Come dimostrano i numeri Opta, il Tottenham con lui in panchina ha recuperato 5.3 palloni a partita nell’ultimo terzo di campo avversario, una media altissima in Premier. In particolare questo stile di gioco aiuta la fase difensiva, visto che Van De Ven si sente a suo agio nel difendere lontano dalla propria area. De Zerbi ha riorganizzato il Tottenham davver rapidamente, e lo si vede anche nelle uscite dal basso, tipiche del suo calcio. La costruzione dal basso, costruita sui triangoli, serve per stanare le squadre avversarie, e trovare la linea di passaggio per il terzo uomo.

Le scelte

Fondamentale è stato il riassetto del centrocampo, con Bentancur e Gallagher come perni, ai quali si è aggiunto Palhinha, dominatore contro il Villa. Un centrocampo magari non così tecnico, ma efficace, in grado di equilibrare il tutto. Inoltre c’è il De Zerbi umano, la sua energia ha risollevato il gruppo, come ha confessato proprio Gallagher: “Tutti i giocatori della squadra lo hanno preso in simpatia, tutti si fidano di lui, ti fa sentire bene, ti dà fiducia, sta tirando fuori il meglio dai giocatori e questo è solo l’inizio. Speriamo di poter continuare a imparare da lui e di costruire una grande squadra”. De Zerbi è stato chiaro fin da subito, pensa di meritarsi la Premier, e vuole dimostrarlo sul campo. Il manager ex Brighton non ha voluto inserire clausola di nessun tipo nel suo contratto, resterà al Tottenham per costruire qualcosa di importante. Un’immersione nell’ambiente che ha contagiato i giocatori, e che potrebbe rivelarsi decisiva.