Dopo la recente pausa internazionale e il netto successo per 3-0 sulla Repubblica Ceca, una cosa è chiara: la versione dell’Inghilterra targata Thomas Tuchel si sta strutturando attorno a principi ben precisi. Più che riscrivere il progetto da zero, il tecnico 53enne sta affinando i concetti mutuati dalla Premier League, puntando su una costruzione dal basso esasperata, sulla ricerca della pressione avversaria e su repentine accelerazioni verticali.
Costruzione 2-2 e regia fluida: la metamorfosi di Anderson dal basso
Il primo vero cambiamento apportato da Thomas Tuchel riguarda la fase di prima impostazione. Se ai Mondiali i Three Lions costruivano con la classica struttura “2+1” (due centrali e un mediano), il tecnico tedesco ha deciso di impegnare un uomo in più al centro per eludere la prima pressione avversaria. L’Inghilterra adotta ora una base fluida che oscilla tra il 2-2 e il 3-1: con l’inserimento di giovani dinamici come Myles Lewis-Skelly o Alex Scott accanto a Elliot Anderson, la squadra crea densità centrale. In assenza di Declan Rice, quando uno dei due interni scala tra i difensori centrali (Guéhi e Konsa), Anderson ha la libertà di allargarsi o scivolare sulla linea difensiva per impostare fronte alla porta, sfruttando tempo e spazio per pescare direttamente gli attaccanti nei corridoi interni.
Il 3-1-3-3 asimmetrico: catena di sinistra e la chimica Kane-Gordon
In fase di rifinitura e attacco, la struttura si trasforma in un 3-1-3-3 fortemente sbilanciato sul lato sinistro. Attraverso un continuo sovraccarico di uomini in quella zona – che coinvolge fino a sei elementi compresi i rientri in profondità di Harry Kane – l’Inghilterra attira l’intera difesa avversaria su una fascia per poi liberare improvvisamente il lato debole. Questa dinamica ha esaltato la chimica tra Lewis Hall, Anthony Gordon e Kane: Hall garantisce l’ampiezza sulla linea laterale, permettendo a Gordon di accentrarsi da seconda punta, mentre Kane scende fino alla linea dei terzini per trascinare fuori posizione i difensori centrali e spalancare la via agli inserimenti centrali degli esterni.
Il rebus a destra: il movimento continuo tra Alexander-Arnold e Quansah
Se la catena di sinistra appare oliata, la fascia destra resta il laboratorio principale di Tuchel, fondato sul principio irrinunciabile delle corse senza palla. Con Trent Alexander-Arnold in campo, il terzino tende a mantenere una posizione larga da regista defilato per sfruttare i suoi cross calibrati, costringendo Bukayo Saka a stringere stabilmente dentro il campo. Al contrario, con l’impiego di Jarell Quansah si assiste a continue sovrapposizioni e “underlap” fino al fondo. Come ammesso dallo stesso CT (“Trent è un giocatore unico, ma sul lato destro abbiamo bisogno di movimento dinamico attraverso l’ultima linea“), la preferenza tattica di Tuchel premia l’aggressività degli spazi rispetto alla sola qualità di palleggio.
Il cammino in Nations League: 3-0 alla Rep. Ceca e inseguimento alla Spagna
Questa profonda riorganizzazione tattica sta portando frutti concreti anche nel percorso in Nations League. Grazie al netto 3-0 alla Repubblica Ceca – sbloccato dall’autorete di Coufal e sigillato dalla solita spietata doppietta di Harry Kane – l’Inghilterra si è portata a quota 9 punti in classifica nel Gruppo 3 della Lega A, rimanendo a sole tre lunghezze dalla Spagna capolista (a punteggio pieno con 12 punti) e staccando nettamente Croazia (3) e la stessa Repubblica Ceca (0). Un ruolino di marcia impressionante sostenuto dai numeri straordinari di Kane, salito a 6 gol e un assist in sole quattro gare della sosta internazionale, a testimonianza di una Nazionale che sa abbinare i nuovi concetti tattici di Tuchel alla concretezza dei suoi campioni.
