Il mercato dell’Arsenal si è chiuso con una domanda inevitabile: la squadra di Mikel Arteta ha davvero rinforzato il proprio attacco? La risposta, guardando agli ultimi giorni della sessione, è tutt’altro che scontata.
I Gunners hanno costruito una rosa molto più profonda in altri reparti, investendo pesantemente soprattutto tra difesa e centrocampo. Davanti, però, il bilancio racconta una storia diversa. L’unico vero innesto offensivo è stato Christos Tzolis, arrivato dal Club Brugge per circa 34 milioni di sterline. Il greco era stato acquistato come sostituto di Leandro Trossard, passato al Besiktas, e non come aggiunta numerica alla rosa.
Nel frattempo l’Arsenal ha perso anche Gabriel Jesus, trasferitosi al Barcellona per circa 8,6 milioni di sterline. Il brasiliano aveva progressivamente perso spazio nelle gerarchie, soprattutto dopo l’arrivo di Viktor Gyokeres, ma rappresentava comunque un’opzione importante per il reparto offensivo.
Niente big
Il problema è che i Gunners hanno provato a intervenire sul mercato senza riuscire a centrare il grande colpo. Julian Alvarez, Vinicius Junior e Morgan Rogers sono stati accostati all’Arsenal, ma nessuna delle tre operazioni è andata in porto. Rogers è finito al Chelsea, mentre Vinicius è rimasto al Real Madrid e Alvarez all’Atletico.
Arteta può contare su Gyokeres, Saka, Eze, Madueke e Tzolis, oltre alle soluzioni interne. La qualità non manca. Il dubbio riguarda piuttosto la profondità: dopo aver salutato Jesus e Trossard, l’Arsenal ha scelto di non aggiungere un altro attaccante.
È una scommessa precisa. Il club campione d’Inghilterra ha preferito non spendere tanto per un giocatore considerato non indispensabile, ma se arrivassero infortuni o un calo di rendimento davanti, la decisione potrebbe diventare uno dei temi principali della stagione.
