Dimenticate le solite frasi di circostanza e i discorsi patinati sui “progetti sportivi affascinanti”. Tijjani Reijnders ha deciso di parlare con una sincerità disarmante riguardo al suo addio al Manchester City dopo una sola stagione sotto la guida di Pep Guardiola per volare nella Saudi Pro League, sponda Al-Qadsiah.
L’ex centrocampista di Milan e Citizens, legato al club arabo da un contratto fino al 2029 che gli garantirà circa 100 milioni di euro complessivi in quattro anni, ha spiegato senza mezzi termini come il fattore economico abbia spazzato via ogni dubbio.
“Al City non dovevo più lavorare, ma qui ho sistemato le prossime generazioni”
Convocato dal nuovo commissario tecnico dell’Olanda Xavi Simons per gli impegni di Nations League contro Germania, Serbia e Grecia, il classe 1998 ha motivato così la sua scelta di vita e di carriera:
“Non voglio più dover lavorare dopo la fine della mia carriera da calciatore. Firmando con il Manchester City sapevo già che non ne avrei più avuto bisogno per me stesso, ma con questo contratto in Arabia posso garantire il benessere economico anche delle generazioni future. Se anche i miei nipoti potranno vivere bene grazie a questa decisione, per quale motivo non avrei dovuto farlo?”
Il retroscena con Brendan Rodgers e il piano per il rientro in Europa
Il trasferimento in Medio Oriente non rappresenta tuttavia un punto di non ritorno per la carriera ad alti livelli dell’olandese. Reijnders ha infatti rivelato di aver parlato a lungo con il tecnico Brendan Rodgers, che lo avrebbe rassicurato sul valore dell’esperienza araba senza precludergli le porte del grande calcio europeo:
“Mi ha detto che posso giocare qui per tre o quattro anni, divertendomi molto e mantenendo un alto livello, per poi fare ritorno in Europa. Ci sono già diversi esempi di giocatori che lo hanno fatto con successo ed è esattamente il mio obiettivo.”
Inoltre, il centrocampista non ha risparmiato una frecciatina al calcio del suo Paese d’origine, incoraggiando la crescita del movimento saudita: secondo Reijnders, infatti, il livello medio della Saudi Pro League sarebbe già oggi superiore a quello dell’Eredivisie, il campionato olandese dove è cresciuto prima del salto nei top club europei.
