Il matrimonio tra il Tottenham e Thomas Frank si interrompe bruscamente dopo meno di una stagione. La sconfitta casalinga contro il Newcastle è stata l’ultima goccia di un calice ormai colmo: il 16° posto in classifica, a soli cinque punti dalla zona retrocessione, ha reso la posizione del tecnico danese insostenibile.
Ieri sera, il Tottenham Hotspur Stadium ha emesso la sua sentenza definitiva. Tra fischi assordanti e l’impietoso coro “You’re getting sacked in the morning”, la tifoseria ha rotto gli indugi. La società ha risposto poche ore dopo con un comunicato ufficiale:
“Il Club ha preso la decisione di cambiare la guida tecnica. Thomas era stato nominato a giugno 2025 con l’intento di costruire un progetto a lungo termine, ma i risultati e le prestazioni hanno reso necessario un cambio immediato.”
Un’eredità pesante e numeri da incubo
Frank era arrivato a Londra il 12 giugno scorso per raccogliere l’eredità di Ange Postecoglou, firmando un triennale che faceva sperare in una nuova era di pragmatismo. Tuttavia, i numeri raccontano una realtà diametralmente opposta: due sole vittorie negli ultimi diciassette incontri, e un digiuno di successi che durava da ben otto partite.
Se in Champions League il cammino è stato l’unica nota lieta — con una qualificazione agli ottavi strappata nel girone unico — in patria il bilancio è disastroso. Con sole due vittorie interne in Premier League, gli Spurs hanno fatto meglio solo di Burnley e Wolverhampton, rendendo il nuovo stadio terreno di conquista per chiunque.
Il vero capo d’accusa mosso dai tifosi riguarda però l’identità di gioco. Lo stile di Frank è stato percepito come prevedibile e privo di creatività, incapace di valorizzare il talento a disposizione.
