Il vento d’inverno soffia gelido sul North London, ma a scaldare gli animi è il clima rovente in casa Tottenham. Dopo la pesantissima sconfitta interna per 2-1 contro il West Ham – una squadra che non vinceva da dieci turni – la panchina di Thomas Frank traballa vistosamente. Nonostante il tecnico danese sia atteso regolarmente in conferenza stampa e dovrebbe guidare gli Spurs nella sfida di Champions League contro il Borussia Dortmund, la sensazione è quella di una tregua armata.
Tensione totale: scontri e contestazioni alla proprietà
Il post-partita contro gli Hammers ha mostrato scene che non si vedevano da tempo al Tottenham Hotspur Stadium. La tensione è esplosa su più fronti:
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Scontri tra tifosi: All’esterno dell’impianto si sono registrati tafferugli tra sostenitori degli Spurs, divisi tra chi predica pazienza e chi chiede un cambio immediato.
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Il “caso” Vivienne Lewis: Un video virale sui social ha immortalato un tifoso mentre affronta apertamente la co-proprietaria nell’area hospitality, manifestando tutto il malumore per la gestione tecnica.
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Il coro della Nord: Durante il match, Frank è stato subissato dai fischi, accompagnati dall’inequivocabile coro: “You’re getting sacked in the morning”.
La “Superpetroliera” di Frank e il post-Levy
Nonostante il 14° posto in classifica, Frank prova a fare da parafulmine. Il tecnico ha ammesso le proprie responsabilità (“I fischi sono giusti, colpa mia”), ma ha difeso il progetto a lungo termine, paragonando il club a una “superpetroliera” che richiede tempo per cambiare rotta.
Dietro questa calma apparente si cela però una società in piena mutazione. Il club sta vivendo una delicata fase di transizione post-Daniel Levy, con il nuovo CEO Vinai Venkatesham impegnato a rassicurare l’ambiente con lettere aperte sulla visione futura del club. Tuttavia, la pazienza della nuova dirigenza è messa a dura prova: sebbene l’idea di base sia proseguire con Frank, Sky Sports UK conferma che sono in corso valutazioni a 360 gradi.
Lo spartiacque Champions
Con la squadra inchiodata nella colonna destra della classifica e il morale ai minimi termini, la sfida di domani sera contro il Borussia Dortmund non è più solo una partita di coppa. Rappresenta lo spartiacque definitivo: un altro passo falso davanti al proprio pubblico renderebbe la posizione del tecnico danese difficilmente sostenibile, nonostante il sostegno formale ricevuto finora dai piani alti.
