Il terremoto giudiziario che ha travolto il Manchester City, dichiarato colpevole dalla Premier League per tutti i 114 capi d’accusa legati a contratti fittizi e bilanci alterati tra le stagioni 2009/10 e 2017/18, continua a scatenare reazioni durissime nel panorama calcistico d’Oltremanica. Con l’incubo della revoca dei titoli conquistati in quel decennio d’oro che aleggia sulla testa dei Citizens, a mettere il carico da novanta è arrivato il parere senza filtri di una leggenda della Premier League: Roy Keane.
L’ex capitano e colonna storica del Manchester United, dagli studi televisivi di ITV Sport, ha rifilato una stoccata durissima a tutti i tesserati che hanno festeggiato le vittorie del City in quel periodo sotto inchiesta.
L’attacco di Keane: “Vincere così è barare, quelle medaglie non valgono nulla”
Con il suo consueto stile diretto e privo di diplomazia, l’ex centrocampista irlandese non ha usato mezzi termini per definire il valore dei successi ottenuti dalla squadra dell’Etihad:
“Sapevano perfettamente che questo comportamento avrebbe fatto del male a tantissime persone e all’intero sistema, ma lo hanno fatto comunque. Se io fossi stato un giocatore del City in quegli anni, getterei tutte quelle medaglie nella spazzatura senza neanche pensarci un secondo. Certo che lo farei: questo significa barare. Hanno vinto sul campo unicamente perché alle spalle si stava imbrogliando.”
L’allarme per il futuro: “Con proprietari senza scrupoli dura mantenere l’eccellenza”
Oltre a spazzare via il valore morale del passato, Keane ha voluto mandare un chiaro e preoccupante campanello d’allarme per il presente e il futuro del club, soffermandosi sulle pesanti ripercussioni psicologiche e sportive che la vicenda rischia di rovesciare sullo spogliatoio e sul lavoro dell’allenatore Enzo Maresca:
“Penso che da adesso in poi la situazione diventerà estremamente difficile per i calciatori, per il tecnico Enzo Maresca e per l’intera società. Quando hai una proprietà che non si fa alcun problema né scrupolo a imbrogliare pur di vincere, diventa quasi impossibile riuscire a mantenere certi livelli di eccellenza e concentrazione sul campo.”
