Declan Rice ha letteralmente dominato la mediana, trascinando l’Arsenal verso una finale di Champions League che ai Gunners mancava da ben vent’anni. Il successo di misura sull’Atletico Madrid ha spalancato le porte dell’atto conclusivo di Budapest, scatenando l’estasi del popolo londinese.
Al triplice fischio del ritorno di semifinale, il metronomo inglese si è lasciato andare a un commento intriso di emozione: “In tutta onestà, fatico a trovare le parole“, ha esordito ai microfoni della BBC. “Sentivamo che questo momento era nell’aria: credo sia stata la notte più magica mai vissuta all’Emirates, superiore persino alla sfida contro il Real Madrid della passata stagione“.
Un’accoglienza da Brividi
Rice ha poi descritto l’atmosfera elettrica che ha preceduto il match, sottolineando l’impatto dei sostenitori biancorossi: “Dal momento del nostro arrivo, quando il pullman è stato accerchiato dalla folla, abbiamo capito che sarebbe stata una serata diversa. Di solito filiamo dritti verso il garage, ma stavolta siamo stati travolti da un mare di fumogeni e cori. Avevamo tutti la pelle d’oca guardando fuori dal finestrino. È stato semplicemente surreale”.
Il centrocampista ha poi voluto rendere omaggio al dodicesimo uomo in campo: “Non avevo mai visto l’Emirates vibrare così, il ringraziamento ai tifosi è doveroso perché il loro supporto è stato vitale. Anche nei momenti di massima stanchezza, quell’energia ti spinge oltre il limite; hanno avuto un ruolo decisivo nella nostra vittoria”.
Orgoglio Gunners
Un pensiero speciale è andato alla storia del club e alla sofferenza dei fan negli anni meno brillanti: “Questa generazione di tifosi dell’Arsenal ha attraversato tempeste e momenti bui, ma sono certo che questo traguardo rappresenti uno dei punti più alti della loro storia recente. Sono orgoglioso che ci siamo riusciti: per la società, per questo splendido gruppo di compagni e per il mister. Tutti meritavano una gioia simile”.
Verso Budapest per la Storia
Il gol che ha deciso l’incontro, arrivato allo scadere della prima frazione, ha dato il via a una ripresa di pura sofferenza e adrenalina: “A essere sincero, i ricordi sono ancora annebbiati. Guardi il cronometro e i minuti sembrano non passare mai. Devi mantenere i nervi saldi perché la posta in palio è immensa. Forse avremmo potuto raddoppiare, ma ciò che conta è aver staccato il pass per la finale”.
Dalla sfortunata finale di Parigi 2006 a oggi: l’Arsenal ha ora l’opportunità di riscrivere il proprio destino e salire sul tetto d’Europa per la prima volta: “È quasi incredibile solo a dirsi. Io sarò pronto”, ha promesso Rice con fermezza. “Budapest, voglio ogni singolo tifoso dell’Arsenal al nostro fianco. Venite in duecentomila! Rendiamola una notte eterna, abbiamo bisogno di tutta la vostra energia per completare l’opera”.
