Solo 3 anni fa il West Ham alzava al cielo di Praga la Conference League. Nonostabte una stagione negativa in Premier, quella coppa sembrava essere l’inizio di un ciclo. Ed invece da quella notte tutto è andato male, la società ha preso una serie di scelte errate. Il risultato è stato la clamorosa retrocessione in questo 2026, un dramma sportivo per il popolo Hammers. Ma come è potuto succedere?
Il disastro
Per molti l’inizio della fine è stato l’esonero di Moyes. La società voleva un calcio più moderno. Tim Steidten è stato il ds del West Ham in questa opera di transizione. Un uomo che non è mai entrato in sintonia con l’ambiente, e che ha operato male sul mercato. Prima Lopetegui, e poi Potter, si sono rivelati tecnici inadatti al dna del club. In particolare l’ex Chelsea è stato un disastro, già dalla scorsa stagione. Nonostante tutto il West Ham lo ha confermato, ma l’inizio è stato uno schock. Gol presi, una squadra disunita, senza una vera identità. Il club negli anni ha ceduto la spina dorsale dell’epoca Moyes: Rice, Coufal, Antonio, Fabianski, Cresswell, Lanzini, Fornals e Benrahma. Tutti lasciati andare senza preoccupazioni, ma sostituiti con profili non all’altezza. Come scrive The Athletic, questi addii hanno lasciato un vuoto nella leadership dello spogliatoio.
Il cambio
Potter non aveva lo spogliatoio in mano, e dopo 11 gol incassati nelle prime 4 giornate, la società ha deciso di cambiare. Si torna all’antico, con Nuno Espirito Santo, un tecnico più pragmatico, in grado di portare la nave in porto. L’inizio con il portoghese è stato però da dimenticare, con la squadra sempre più in crisi di risultati. Sempre secondo The Athletic, anche con Nuno lo spogliatoio non ha avuto un gra rapporto. Il gruppo si sarebbe lamentato della scarsa preparazione ai match, e la tensione è aumentata. A gennaio la società ha investito su Castellanos, Pablo, Disasi ed Adama, rinforzando la squadra. In compenso Paquetà ha lasciato gli Hammers, direzione Flamengo. Nella seconda parte di stagione gli Hammers hanno trovato la compattezza giusta con il 4-4-2, ma non è bastato. Tutte le crepe del gruppo sono riemerse nell’appuntamento clou, quello di Newcastle alla penultima giornata. Un ko che sostanzialmente è costato la retrocessione. Todibo ha litigato apertamente con Nuno, come del resto gli era già capitato con Potter. Una stagione da incubo, chiusa con una contestazione alla proprietà, in uno stadio che i tifosi non sentono come proprio. La retrocessione sarà un’occasione per ripartire, oppure l’inizio di un periodo nero per gli Hammers?
