Clima di vigilia e toni alti in casa Manchester City. Alla vigilia del delicato impegno di Champions League contro il Porto, il manager dei Citizens Enzo Maresca si è concesso ai microfoni di Sky Sport per fare il punto della situazione, toccando i temi caldi del suo percorso a Manchester, l’esplosione caratteriale di Erling Haaland e l’affascinante sfida tattica con il connazionale Francesco Farioli.
Nessun ridimensionamento e nessuna intenzione di stravolgere i propri principi: Maresca rivendica con orgoglio il percorso intrapreso. “Sto cercando di ripetere quello che ho fatto al Leicester e al Chelsea, rimanendo fedele alle filosofie di calcio in cui credo” ha spiegato il tecnico italiano. “Le esperienze passate mi hanno insegnato a correggere i dettagli: quello che non ha funzionato lo miglioro, mentre ciò che portava risultati continuo a svilupparlo”.
“Haaland è diventato un uomo e un capitano: ora guidi il gruppo”
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista è stato dedicato all’evoluzione di Erling Haaland. Con l’addio progressivo dei senatori che firmarono lo storico Triplete del City, il gigante norvegese è chiamato a un cambio di passo dirimente nel proprio ruolo all’interno del gruppo.
“Quando è arrivato a Manchester era giovanissimo, oggi è un uomo più maturo e responsabile, è diventato padre ed è uno dei capitani di questa squadra. Rispetto a qualche anno fa sono rimasti pochissimi reduci di quel ciclo: Erling deve fare un passo in avanti dal punto di vista del carattere e della capacità di guidare i compagni fuori e dentro dal campo”.
Il grande incrocio con Farioli: “Estero fondamentale per noi allenatori”
L’imminente notte europea vedrà di fronte due dei tecnici italiani più apprezzati dell’ultima generazione. Maresca non ha risparmiato attestati di stima per l’allenatore del Porto Francesco Farioli: “Gli faccio i miei complimenti per quanto fatto finora. La sua squadra propone un bellissimo calcio con la palla e si dimostra aggressiva quando la perde”.
L’ex guida del Chelsea ha poi chiosato sul valore aggiunto del confrontarsi fuori dai confini nazionali per la scuola dei tecnici nostrani: “Allenare all’estero ti dona tantissimo in termini di crescita, maturità e carattere, a prescindere dalla nazionalità“. Interpellato infine sull’età media storicamente più alta degli allenatori in Serie A, Maresca ha preferito restare cauto: “Non so se sia davvero così, è difficile dare una risposta precisa”.
