Riassumere in poche parole il profilo di Kevin Keegan è complesso. Si potrebbe partire dai meri numeri, dai trofei, i due Palloni d’Oro (unico inglese a vincere per due edizioni diverse), dai 3 campionati con il Liverpool, dalla Coppa Campioni 1977, ma Keegan è stato molto altro. Da attaccante è stato un idolo di un’intera generazione di inglesi, un numero 7 travestito da bomber. I suoi mitici colpi di testa, la sua cattiveria sottoporta lo hanno elevato allo status di leggenda. Keegan è stata una delle prime icone pop del calcio britannico, senza però dimenticare le sue umili origini. Il padre era un minatore, e lui stesso prima di approdare allo Scunthorpe aveva lavorato in fabbrica. Non a caso Keegan mal digeriva il governo della Thatcher. Tornando alla famiglia, il padre era un supporters del Newcastle, e questo spinge KKK a firmare per i Magpies nel 1982, una scelta a sorpresa.
Il legame eterno
Può un due volte Pallone d’Oro firmare per il Newcastle, una squadra ai margini del calcio inglese? Si, se ti chiami Kevin Keegan. Keegan chiuse la sua carriera con i Magpies, e fino al 1992 si distaccò dal calcio, senza l’intenzione di diventare un allenatore. Tutto cambiò quando a chiamarlo fu il Newcastle, ad un passo dalla retrocessione in terza serie. Keegan rimise insieme i cocci, ed in pochi anni trasformò il club. Se esiste il Newcastle di oggi è merito anche di Keegan, l’uomo che fece sognare un’intera città. Il Newcastle iniziò a giocare un calcio moderno, fatto di triangoli, pressing ed antusiasmo. Nel 1994 arriva un terzo posto, con un Cole da 41 reti, poi ceduto allo United. L’anno chiave è il 1995-96, quando i Geordies dilapidano un vantaggio di 12 punti, consentendo al Manchester United di trionfare. Qui nasce il mito, con Ferguson che attacca gli avversari del Newcastle. Keegan da uomo orgoglioso, passionale, non ci sta, ed in diretta pronuncia la leggendaria frase: “I’ll love it if we beat them“. Una frase che lo ha accompagnato per il resto dei suoi giorni, ma che nascondeva tutta la purezza di KKK. Nonostante la sconfitta in quel campionato, il suo Newcastle rimase nella storia per il calcio espresso. Una volta il Times scrisse: “Non avete mai conosciuto il vero amore finché non avete visto Kevin Keegan salire su un palco a Tyneside”. In queste ore centinaia di tifosi si stanno recando fuori da St’ James Park, quella che è stata casa sua, per rendergli omaggio. Il calcio inglese perde uno dei suoi campioni più amati, in campo e fuori, Re Kev.
