Il 2-0 del Tottenham sul Chelsea non racconta soltanto una vittoria prestigiosa per gli Spurs. La partita di Stamford Bridge ha offerto soprattutto indicazioni interessanti sul lavoro di Roberto De Zerbi, capace di organizzare una squadra aggressiva senza rinunciare alla qualità nel possesso. Il risultato finale è stato condizionato anche dall’autorete di Mike Penders e dall’espulsione di Cole Palmer, ma la prestazione degli ospiti aveva già mostrato segnali incoraggianti.
Il dato più significativo riguarda il controllo del gioco. Il Tottenham ha chiuso il primo tempo con circa il 70% di possesso, riuscendo a limitare la capacità del Chelsea di sviluppare le proprie combinazioni offensive. Gli Spurs non si sono affidati soltanto alla pressione alta: hanno alternato il modo di aggredire in base alla costruzione avversaria, cercando di indirizzare il pallone verso le zone in cui era più facile recuperarlo.
Il Tottenham, ha trovato nella qualità tecnica del centrocampo uno dei propri punti di forza. James Maddison ha dato creatività alla manovra prima di essere costretto a uscire per un problema fisico, mentre Mateus Fernandes ha contribuito a dare ritmo e ordine alla costruzione.
La svolta è arrivata su calcio d’angolo, quando Penders ha deviato il pallone nella propria porta. L’espulsione di Palmer ha poi complicato ulteriormente la rimonta del Chelsea, prima che Mathys Tel chiudesse i conti con una splendida iniziativa personale.
La vittoria, quindi, non può essere attribuita esclusivamente al pressing. Gli episodi hanno avuto un peso decisivo, ma il Tottenham ha dimostrato di avere un piano preciso e di saperlo applicare. Per De Zerbi, la vera sfida sarà mantenere questa intensità e trasformare una prestazione convincente in continuità di risultati.
