Quel tiro a giro sventato soltanto da un super intervento di David Raya contro l’Arsenal ha riacceso i riflettori su ciò che potremmo vedere molto più spesso a Stamford Bridge. Il diciannovenne Estevao ha dimostrato in pochi istanti di avere colpi classe purissima, capaci di spaccare le partite nel sistema di gioco ideato da Xabi Alonso.
Eppure, i numeri del suo avvio di stagione raccontano una storia diversa e decisamente più complessa: appena 96 minuti collezionati finora, di cui ben 80 concentrati nella sfida di Carabao Cup contro il Luton Town. Nei big match di Premier League per lui ci sono briciole: solo spezzoni contro Fulham e Arsenal, e un’intera partita trascorsa in panchina contro il Brighton.
La gabbia dei colossi: l’ombra di Rogers e l’intoccabile Palmer
Dalla Pampa brasiliana sono già rimbalzate voci di un presunto malumore del ragazzo, prontamente smentite dall’entourage e dal club. La realtà tattica, però, parla chiaro. L’arrivo fiammante di Morgan Rogers dall’Aston Villa per la cifra record di 137 milioni di euro, sommato al rendimento devastante di Cole Palmer e Joao Pedro, ha chiuso quasi ogni varco sul centro-destra offensivo.
Nonostante il Chelsea lo abbia prelevato dal Palmeiras per oltre 60 milioni di euro e lo consideri una pietra angolare del futuro — inserendolo nella lista ristretta dei “blindatissimi” insieme a Caicedo, Palmer e João Pedro, con tanto di discussioni già avviate per un adeguamento contrattuale —, la concorrenza spietata e il modulo adottato da Alonso ne stanno limitando l’impatto.
“No, Este è pronto e si allena benissimo” ha garantito Xabi Alonso. “Conto su di lui al 100%, sta imparando e adattandosi velocemente dopo il grave infortunio al bicipite femorale della scorsa stagione. La stagione è lunga”.
Il grande rischio delle rosa extra-large senza coppe europee
Il vero nodo della questione, dal mio punto di vista, non riguarda solo Estevao ma la gestione complessiva di un organico di 27 giocatori senza l’impegno delle coppe europee. Talenti del calibro di Quenda, Jamie Gittens ed Emegha stanno provando le stesse frustrazioni, collezionando ingressi col contagocce. Se la squadra dovesse essere al completo senza infortuni, Alonso sarebbe costretto a mandare ogni settimana ben sei esterni in tribuna.
La storia recente della Premier League parla chiaro: chi vince o conquista la Champions senza impegni infrasettimanali europei lo fa affidandosi a un blocco granitico e ridotto. Dal Leicester di Ranieri (14 titolarissimi nel 2016) al Chelsea di Conte (13 giocatori sopra i 1.500 minuti nel 2017), fino al Newcastle di Howe.
Ecco perché la sfida di Carabao Cup contro il Leeds United diventa una tappa cruciale per la stagione dei Blues. Senza l’Europa, andare avanti nelle coppe nazionali è l’unico modo per dare ossigeno e minutaggio ai vari Estevão, mantenendo l’armonia in uno spogliatoio ricchissimo di talento ma affamato di campo.
