30 Settembre 2026,ore 15.39

Terremoto City, parla Carragher: “Trofei da revocare. Su De Bruyne un asterisco indelebile”

Carragher

Il verdetto della Premier League che ha giudicato il Manchester City colpevole di tutte le 114 accuse legate a bilanci falsati e irregolarità contrattuali nell’arco di un decennio continua a generare onde d’urto devastanti. Mentre il club di Etihad ribadisce la propria totale estraneità ai fatti e si appresta a presentare ricorso, dal mondo dei media e degli ex calciatori si leva un coro unanime di indignazione e condanna.

A metterci la faccia dagli studi di Sky Sport è stato Jamie Carragher. La leggenda del Liverpool ha espresso profonda rabbia per come la condanna finisca per macchiare irrimediabilmente le carriere di straordinari campioni che hanno vestito la maglia dei Citizens.

L’esempio di De Bruyne: “Un fuoriclasse assoluto attirato da ingaggi fuori mercato”

Per argomentare il proprio pensiero, Carragher ha chiamato in causa l’esempio emblematico di Kevin De Bruyne, oggi perno del Napoli ma per anni simbolo e trascinatore del ciclo vincente di Manchester:

“Se fossi un ex giocatore del Manchester City sarei furioso, ed è esattamente quello che proverei in questo momento. Deve essere difficilissimo per loro vedere ciò che sta accadendo e sentire che una parte importante della loro carriera avrà per sempre un asterisco accanto. Penso a De Bruyne, uno dei più grandi giocatori che io abbia mai visto. Avrebbe potuto giocare in qualsiasi squadra del pianeta ed essere comunque il migliore. Ma ha scelto il City, e uno dei motivi principali era legato a uno stipendio gonfiato dalle pratiche di cui il club è stato accusato.”

La richiesta di sanzioni: “Revocare tutti i trofei, la proprietà non può più stare in Inghilterra”

Sulle sanzioni da comminare, Carragher si mostra inflessibile e chiede che l’Albo d’Oro della Premier League venga immediatamente purgato dai successi ottenuti dal City durante il periodo incriminato:

“Penso che i titoli e i trofei vinti dal Manchester City in questo lasso di tempo debbano essere revocati. Che vengano poi riassegnati o meno ad altri club è secondario, ma ciò che ha fatto la società è gravissimo: non hanno solo imbrogliato il sistema, hanno ferito i loro stessi giocatori. Ora nessuno guarderà più le loro medaglie allo stesso modo. Sinceramente, non so come questi proprietari possano continuare a fare calcio in Inghilterra.”