13 Aprile 2026,ore 16.43

Rosenior si difende: “Anche Guardiola e Klopp hanno avuto bisogno di tempo”

liam rosenior

Le attenuanti sono finite. Il pesantissimo 0-3 interno incassato per mano del Manchester City non è un semplice incidente di percorso, ma l’impietosa fotografia di un Chelsea che sta smarrendo la propria identità. L’effetto sorpresa dell’era Liam Rosenior, subentrato a Enzo Maresca con grandi aspettative, è già evaporato sotto i colpi di una crisi profonda: fuori dall’Europa per mano del PSG e ora ufficialmente fuori dalla zona Champions, con un digiuno di gol e punti che dura da tre turni.

Un crollo psicologico senza precedenti

Ciò che spaventa di più i tifosi dei Blues non è solo il risultato, ma la disarmante fragilità emotiva del gruppo. Rosenior, nel post-partita, ha usato parole che sanno di condanna: “La nostra ripresa è stata inaccettabile. Giochiamo, creiamo, ma al primo schiaffo crolliamo. Contro il City può succedere di andare sotto, ma non possiamo sparire dal campo in quel modo“.

Eppure, per un’ora, si era visto un Chelsea vivo, capace di mettere alle corde i campioni di Guardiola e di vedersi strozzare l’urlo in gola per un gol annullato a Cucurella per questione di millimetri. Poi, il buio: le reti di O’Reilly, Guehi e Doku hanno trasformato Stamford Bridge in un teatro del dolore.

Tra casi diplomatici e sogni di gloria

Oltre ai limiti tattici, Rosenior deve gestire uno spogliatoio elettrico. Il reintegro forzato di Enzo Fernández, definito ‘impeccabile’ dal tecnico, sa più di mossa disperata per ritrovare qualità che di reale convinzione.

Messo con le spalle al muro, l’ex allenatore dell’Hull City prova a invocare pazienza citando i mostri sacri della Premier: “Anche Guardiola e Klopp hanno avuto bisogno di un anno per edificare i loro successi“. Un paragone audace, forse troppo, in un club dove il tempo è una valuta che la proprietà non ha mai amato spendere.

Il futuro è adesso

Con sole sei gare al termine, il Chelsea è a un bivio. La necessità di ‘sopravvivere’ ha preso il posto di quella di ‘costruire’. Se la solidità mentale invocata da Rosenior non arriverà immediatamente, il progetto tecnico potrebbe naufragare ben prima del previsto, lasciando macerie difficili da ricomporre in vista della prossima stagione.