Soltanto tre anni fa Aaron Ramsdale era il portiere titolare dell’Arsenal in lotta con il Manchester City per la Premier League. Oggi, a 28 anni, si ritrova ai margini del Southampton in Championship, senza aver disputato una partita ufficiale con la prima squadra in questa stagione. Una parabola sorprendente per un giocatore per il quale i vari club hanno investito complessivamente circa 74 milioni di sterline in trasferimenti.
Cosa ha provocato il declino di Ramsdale?
Il calo è iniziato nella parte finale della stagione 2022-23. Ramsdale era stato uno dei protagonisti della corsa al titolo dell’Arsenal, tanto da entrare nella squadra dell’anno della PFA, ma alcuni errori pesanti ne hanno progressivamente indebolito la posizione. Quello contro il Southampton, nel 3-3 dell’aprile 2023, contribuì a un pareggio pesantissimo nella corsa al titolo. Pochi mesi dopo Mikel Arteta decise di prendere David Raya, che gli tolse rapidamente il posto.
Da quel momento Ramsdale ha perso soprattutto continuità e stabilità. Nel 2024 si è trasferito al Southampton per 25 milioni, ma è finito all’interno di una squadra estremamente fragile: i Saints hanno chiuso ultimi con appena 12 punti e il portiere ha subito 66 gol in 30 presenze. Non fu certamente l’unico responsabile — alcuni tifosi lo elogiarono proprio per aver evitato passivi ancora più pesanti — ma quella fu già la quarta retrocessione della sua carriera.
Il prestito al Newcastle avrebbe dovuto rappresentare il rilancio. È diventato invece un’altra occasione mancata: 23 presenze, appena due clean sheet e solo 12 apparizioni in Premier League, senza riuscire a conquistare definitivamente il posto davanti a Nick Pope. A pesare sull’immagine della sua stagione anche i sette gol incassati contro il Barcellona in Champions League.
Il declino di Ramsdale, dunque, non sembra legato a un improvviso crollo delle qualità tecniche. Anche il suo ex compagno Asmir Begovic continua a definirlo un portiere di alto livello. Piuttosto, ha perso il posto nel momento decisivo all’Arsenal e non ha più trovato l’ambiente giusto per ricostruire status e fiducia: prima una squadra destinata alla retrocessione, poi un prestito senza una gerarchia realmente definita. Ora la situazione è ancora più estrema. Al Southampton Daniel Peretz è il titolare, George Long il secondo e Jamie Jones un’ulteriore alternativa. Ramsdale non è stato convocato nelle prime dieci partite stagionali.
