Il pareggio per 1-1 contro il Chelsea all’Etihad Stadium non è l’unica cattiva notizia per il Manchester City, che esce dalla sfida con le ossa rotte e una difesa ridotta ai minimi termini. Al termine della gara, Pep Guardiola non ha nascosto la sua preoccupazione per le condizioni di Josko Gvardiol e Rúben Dias, entrambi usciti anzitempo e a rischio di un lungo stop in un momento cruciale della stagione.
Le sensazioni che filtrano dallo spogliatoio non sono incoraggianti, come ha spiegato lo stesso Guardiola nel post-partita: “È presto per sapere l’entità degli infortuni, ma non sembra nulla di buono né per Josko né per Rúben”. Si tratta di un’ulteriore tegola per un reparto già in totale emergenza, considerando la lunga assenza di John Stones e le limitazioni fisiche di Nathan Aké. Nonostante il momento critico, Pep prova a guardare avanti puntando tutto sulla forza del collettivo: “Se restiamo uniti, troveremo una soluzione”.
Sul piano del gioco, il tecnico catalano si è detto comunque soddisfatto della prestazione, pur recriminando per le occasioni sprecate. Il City ha controllato bene il primo tempo e creato diverse palle gol, pagando però una scarsa concretezza sotto porta che ha tenuto in vita il Chelsea. Nella ripresa, i Blues hanno alzato il ritmo trovando il pareggio nei secondi finali, premiando un forcing che il City, complici i cambi forzati in difesa, non è riuscito a contenere.
Tra le poche note liete della serata spicca la prova di Rodri, tornato a disputare tutti i 90 minuti dopo i recenti problemi fisici. La sua presenza resta però in dubbio in vista del prossimo impegno di campionato contro il Brighton, in programma mercoledì. Guardiola ha confermato che la sua gestione sarà valutata giorno per giorno, in un momento in cui il City, secondo in classifica a sei punti dall’Arsenal, è chiamato a stringere i denti per non perdere il treno della vetta.
