Il caso delle 115 accuse contro il Manchester City nasce molto prima del deferimento della Premier League del febbraio 2023. Le sue origini risalgono alle rivelazioni pubblicate nel 2018 da Der Spiegel, basate sui documenti di Football Leaks. Secondo le accuse, il City avrebbe fornito una rappresentazione non corretta delle proprie finanze, in particolare per quanto riguarda ricavi da sponsorizzazioni e pagamenti a giocatori e allenatori. Il club ha sempre respinto le contestazioni.
Le 115 imputazioni vengono generalmente suddivise in cinque categorie: 54 riguardano la mancata comunicazione di informazioni finanziarie accurate, 14 i dettagli relativi ai compensi di giocatori e allenatori, cinque il rispetto delle norme UEFA, sette le regole sulla redditività e sostenibilità della Premier League e 35 la presunta mancata collaborazione con l’indagine della lega.
Le indagini
La Premier ha iniziato a indagare nel dicembre 2018 e ha formalizzato le accuse oltre quattro anni dopo. L’udienza davanti alla commissione indipendente si è poi svolta tra settembre e dicembre 2024.
La vicenda ha assunto una nuova dimensione nel settembre 2026. Secondo quanto riportato da diverse fonti, il panel indipendente avrebbe ritenuto provata la grandissima maggioranza delle contestazioni: Reuters riferisce di 114 violazioni su 115. Il City, tuttavia, ribadisce che il procedimento è ancora in corso e dovrebbe presentare appello.
Resta soprattutto da capire quale potrebbe essere l’eventuale sanzione. Le possibilità previste comprendono multa, penalizzazione in classifica e, nello scenario più estremo, espulsione dalla Premier League. Alcuni club stanno inoltre valutando possibili richieste di risarcimento.
È per questo che il caso City va ben oltre una normale controversia finanziaria: il verdetto definitivo potrebbe avere conseguenze enormi sulla storia recente e futura della Premier League.
