23 Marzo 2026,ore 12.39

“Mal d’Inghilterra”: Trent punito, Huijsen fischiato. Cosa succede agli ex Premier del Real?

dan huijsen

Il Real Madrid batte l’Atletico 3-2 e resta in scia al Barcellona, ma per due volti notissimi agli appassionati di calcio inglese, la serata del Bernabéu ha lasciato un sapore agrodolce. Parliamo di Trent Alexander-Arnold e Dean Huijsen, entrambi sbarcati a Madrid con grandi aspettative ma ora alle prese con la severissima “ley de Madrid”.

Il caso TAA: Ritardo, panchina e il “no” di Tuchel

Per Trent Alexander-Arnold, l’ex uomo simbolo del Liverpool di Klopp, il derby è iniziato nel peggiore dei modi: in panchina. Non per turnover, ma per scelta punitiva di Arbeloa. Secondo Marca, un ritardo a un allenamento settimanale è costato all’inglese il posto da titolare a favore di Carvajal.

Sebbene Trent sia entrato al 64° minuto risultando decisivo nell’azione del 3-2 di Vinicius, il suo momento resta nerissimo. Oltre allo schiaffo disciplinare del club, è arrivata la quarta esclusione consecutiva dai convocati di Thomas Tuchel per la Nazionale inglese. Con il Mondiale che si allontana, il suo post Instagram “Madrid y nada màs” sembra quasi un disperato grido d’appartenenza per ritrovare serenità in un ambiente che non gli fa sconti.

Huijsen: dai complimenti del Bournemouth ai fischi del Bernabéu

L’adattamento non è più semplice per Dean Huijsen. Il difensore, che tanto bene aveva fatto al Bournemouth, sta scoprendo quanto possa essere impietoso il pubblico di casa a Madrid. I fischi piovuti dalle tribune per alcune sue prestazioni incerte sono stati sonori.

Il centrale ha mostrato però una corazza da veterano ai microfoni di Movistar: “Credo che i fischi siano positivi: dimostrano cosa si aspettano da me e che sanno che posso dare di più. Gli infortuni non hanno aiutato, ma ora sto tornando al mio livello“.

Il verdetto della Premier

Per entrambi, la Liga si sta rivelando un terreno molto più scivoloso della Premier. Se al Bournemouth Huijsen era la gemma da proteggere e ad Anfield Alexander-Arnold era l’eroe locale intoccabile, a Madrid sono “solo” due ingranaggi di una macchina che pretende la perfezione. E che, al primo errore, non esita a punire.