Non è un segreto che il Manchester City di Pep Guardiola ruoti attorno al cervello di Rodri. Tuttavia, le recenti dichiarazioni del tecnico catalano suonano come un vero e proprio appello alla dirigenza: il contratto dello spagnolo scade nel 2027 e per Pep è arrivato il momento di blindarlo.
“Rodri è unico”
Dopo l’ultima gara di campionato, Guardiola non ha usato giri di parole per definire l’importanza del suo numero 16, sottolineando come la sua evoluzione tattica sia ancora in corso:
“Rodri è Rodri, più invecchia e più diventa saggio e capisce meglio il gioco. Se resta? Mi piacerebbe moltissimo”.
Questione di personalità
Per Guardiola, il talento non basta se non è accompagnato dalla forza mentale necessaria per dominare i grandi palcoscenici. Rodri viene inserito in quella ristretta cerchia di “leader silenziosi” che hanno tracciato la storia recente del club:
“Ci sono giocatori che si definiscono sui grandi palcoscenici e nelle difficoltà mostrando una grande personalità e Rodri è uno di loro. Lui come Bernardo Silva e Ruben Dias e altri che ho avuto in passato nelle mie formazioni. Non puoi ottenere quello che abbiamo ottenuto noi se non hai grandi personalità”.
In un mercato dove i centrocampisti difensivi d’élite sono rari, trattenere il miglior interprete del ruolo al mondo è la priorità assoluta per garantire la continuità del ciclo vincente di Guardiola.
