05 Febbraio 2026,ore 16.50

Le big di Premier League risparmiano a gennaio. Le strategie

Emirates stadium

Il mercato di gennaio è spesso definito con un aggettivo “riparazione”. Le grandi squadre vedono la sessione invernale come un’occasione per fare il punto sugli investimenti estivi. Le big inglesi erano reduci da una sessione folle per quanto riguarda le spese, con quasi tutti i record sui trasferimenti che sono stati battuti. Tutte, dall’Arsenal al Tottenham, passando per le due di Manchester, hanno rinforzato le proprie rose. A gennaio invece il trend si è invertito, e sono state le squadre di media classifica ad essere protagoniste.

Le spese

In generale i grandi club europei difficilmente operano a gennaio. Il Real Madrid non acquista un calciatore a gennaio addirittura dal 2019. Il City rappresenta un caso speciale, dato che nelle ultime due sessioni invernali, il club ha rinforzato notevolmente la rosa, spendendo grandi cifre. Prima del 2024, bisognava risalire al colpo Laporte (gennaio 2018), per vedere i Citizens operare a gennaio, ma Guardiola ed i suoi non hanno più un dominio incontrastato e devono rincorrere. Chelsea, Manchester United, Arsenal e Newcastle non si sono minimamente mosse nell’ultimo mese. Muoversi a gennaio è complesso, specialmente dopo aver speso in estate, i grandi club hanno preferito restare con l’attuale rosa, continuando a puntare sugli acquisti estivi. Solamente il Tottenham (oltre al già citato City), ha chiuso colpi impattanti, ma gli Spurs sono incappati in una stagione complessa. Anche le limitazioni imposte (il PSR) hanno un’importanza, e le squadre minori non vogliono subire una penalizzazione, come accaduto con l’Everton ed il Forest negli ultimi anni. La strategia del Liverpool è stata diversa, impegnarsi sul futuro (prendendo Jacquet), pensando a come rinforzare la difesa. D’altronde molti club inglesi hanno nella propria tradizione l’avversione ad investire in inverno. Wenger e Ferguson per esempio, si sono sempre detti contrari alla sessione invernale, e la tradizione prosegue.