C’è un momento preciso, nel calcio inglese, in cui capisci se un portiere è fatto della materia giusta. Non è una parata plastica all’incrocio, ma quel decimo calcio d’angolo consecutivo sotto la pioggia, con l’area piccola che sembra una trincea e i giganti dell’Everton che ti crollano addosso. In quel caos primordiale, Senne Lammens ha scelto di prendersi il Manchester United.
La vittoria per 1-0 contro i Toffees non è stata un’esibizione di estetica, ma una prova di sopravvivenza. Una “gara sporca”, fisica, dove la tecnica deve lasciare il passo alla personalità. E il classe 2002 belga, in una serata che avrebbe fatto tremare i polsi a molti veterani, ha risposto con una calma quasi irritante per gli avversari.
Mentre l’Everton cercava di abbattere la porta a spallate, Lammens ha trasformato la sua area in un caveau blindato. Quattro interventi decisivi nello specchio, ma soprattutto un’autorità totale nel gioco aereo: dieci corner gestiti con uscite alte chirurgiche e pugni decisi, togliendo ossigeno agli assalti di Dyche.
“Se manteniamo la porta inviolata, davanti abbiamo qualità per fare la differenza“, ha dichiarato con la freddezza di un veterano ai microfoni del club.
Una solidità che ha fatto da trampolino a Benjamin Sesko, ancora una volta spietato dalla panchina per siglare il gol vittoria. Ma se lo United è rimasto in piedi fino al guizzo del suo bomber, il merito è tutto del ragazzo tra i pali.
L’ombra di Van der Sar
A rendere magica la notte di Lammens non sono stati solo i tre punti, ma un’investitura che pesa come un macigno. Negli studi di Sky Sport, a osservare ogni suo riflesso, c’era un certo Edwin van der Sar. Il paragone è scattato quasi naturale: stessa statura morale, stessa capacità di trasmettere tranquillità a un reparto difensivo spesso sotto assedio.
Lammens, però, non sembra intenzionato a farsi schiacciare dal peso dei paragoni illustri:
“Cerco solo di restare tranquillo e giocare il mio calcio. So di avere le qualità“.
Poche parole, zero fronzoli e tanta sostanza. Lo United cercava un erede per la sua porta; a Goodison Park, forse, ha trovato un muro di ghiaccio capace di resistere anche al fuoco della Premier League.
