Il Nottingham Forest aveva bisogno di ordine. Due esoneri in un mese non si erano qussi mai visti in Premier League. Dopo l’esperimento Postecoglou, andato malissimo, Marinakis si è affidato all’usato sicuro, Sean Dyche. Il Dycheball era proprio quello di cui il Forest aveva bisogno. I risultati stanno dando ragione all’ex allenatore del Burnley, dato che con lui il Forest ha perso una sola volta. In Premier sono 3 vittorie di fila, mentre in Europa Duche ha messo assieme 7 punti su 9 disponibili.
Sean Dyche's side are now unbeaten in their last five games in all competitions 👏 pic.twitter.com/kNBJQKtG8F
— Match of the Day (@BBCMOTD) November 27, 2025
Dycheball is back
Le mosse che Dyche ha messo in pratica sono coerenti con le sue idee. 4-4-2, che può diventare 4-2-3-1, baricentro basso, tanta corsa, e solidità difensiva. Il possesso palla è sceso dal 55& al 39%, i lanci lunghi sono più che raddoppiati, così come le costruzioni dal basso. Dyche ha portato chiarezza, concetti basilari ma necessari a ritirare su la squadra. Dopotutto proprio così lo scorso anno il Forest aveva stupito tutti con Nuno Espirito Santo. Quest’anno la rosa è profonda (anche troppo forse). Ieri ha segnato il suo primo gol Kaliumendo, attaccante di grande talento. La punta scelta è Igor Jesus, perfetto per Dyche, sempre pronto a dare battaglia ai difensori, anche sulle palle aeree. Milenkovic e Murillo sono tornati sui loro livelli. A centrocampo è stato ripescato Sangarè, che fino ad ora aveva avuto poco spazio. In avanti Gibbs-White sta regalando elettricità e dinamicità, mentre Dominguez da equilibrio a sinistra. Ndoye è l’arma per ribaltare il campo per il Forest. Adesso Dyche deve cercare di dare spazio a tutti, inserendo giocatori di talento come MacAtee, Douglas Luiz e Hutchinson. In Europa il suo Forest ha tutte le carte in regola per entrare nelle prime 8, ed in Premier l’obiettivo primario deve essere risalire la china.
