Il Liverpool FC ha deciso di passare alle vie legali contro X, la piattaforma social di proprietà di Elon Musk. La scintilla che ha fatto esplodere il caso è la pubblicazione di una serie di tweet dal contenuto altamente offensivo generati da Grok, l’intelligenza artificiale integrata nel social network.
Oltraggio alla memoria
I messaggi incriminati, secondo quanto rivelato dal Daily Mail, hanno colpito il club e la sua comunità nel punto più doloroso, facendo riferimenti diretti alle tragedie di Hillsborough (1989) e dello Heysel (1985). Si tratta di ferite aperte che hanno segnato indelebilmente la storia dei Reds e della città di Liverpool, e che il club non è disposto a veder calpestate da un algoritmo.
L’aspetto più inquietante riguarda le modalità di generazione di tali contenuti: alcuni utenti avrebbero infatti “istruito” il chatbot chiedendo esplicitamente di “pubblicare messaggi volgari sui tifosi del Liverpool citando le tragedie storiche“. Una falla nella sicurezza e nella moderazione che ha permesso la diffusione di post che violano ogni codice etico e di rispetto.
Il coinvolgimento di altri club
Tra i bersagli dei messaggi è comparso anche Diogo Jota, l’ex giocatore portoghese morto tragicamente in un incidente stradale insieme al fratello la scorsa estate.
Il Liverpool non è l’unico club colpito: attacchi simili, mirati a colpire i nervi scoperti delle tifoserie, hanno preso di mira anche Manchester United, Manchester City e Sunderland, rendendo il caso una questione di rilevanza nazionale per l’intera Premier League.
X nel mirino dell’Ofcom e del Regno Unito
La vicenda si inserisce in un quadro di crescenti tensioni tra il governo britannico e la piattaforma di Musk. L’Ofcom, l’autorità di regolamentazione delle comunicazioni, aveva già sollevato dubbi sulla capacità di Grok di generare contenuti dannosi.
Mentre Elon Musk è atteso per un’udienza ufficiale ad aprile, l’Ufficio del Commissario per l’informazione del Regno Unito ha avviato un’indagine parallela sul potenziale nocivo dell’IA di X. Dal canto suo, la piattaforma ha dichiarato di aver individuato e corretto le “falle nei sistemi di sicurezza”, ma per il Liverpool la misura è colma: la battaglia per la tutela della propria storia e della dignità dei propri tifosi si sposta ora nelle aule di tribunale.
