Ieri è stato finalmente ufficializzato il passaggio di Zlatan Ibrahimovic al Manchester United, ma adesso che è a tutti gli effetti un Red Devil ci sono tre questioni che possono suscitare più di qualche curiosità.
IL NUMERO DI MAGLIA
Ibrahimovic ha un numero preferito, che tutti conosciamo molto bene: il 10. Quando arrivò al Paris Saint-Germain, nel 2012, era già occupato dal brasiliano Nené. Lo svedese provò in tutti i modi a convincerlo a cedergli l’ambito numero, ma questi rifiutò e l’ex Milan si accontentò del 18. Il gennaio successivo il brasiliano lasciò Parigi e il 10, e Ibra decise di accaparrarselo subito per evitare, la stagione successiva, una nuova corsa. Allo United il 10 è occupato da Wayne Rooney. Ancora il numero dello svedese non è stato annunciato, probabilmente il suo desiderio ricadrà ancora sul 10, ma il giocatore inglese è troppo importante per i Red Devils per essere rimpiazzato così.
Si accontenterà di un altro numero o ripeterà la lotta?
L’EUROPA LEAGUE
Il cruccio più grande di Ibra è la vittoria in una competizione europea. Quasi come fosse una maledizione, la squadra in cui gioca non riesce mai a trionfare nelle competizioni continentali. Addirittura l’Inter vinse la Champions League quando lui la lasciò per il Barcellona, e lo stesso Barcellona la vinse quando lui andò al Milan!
Ma, incredibile ma vero, non ha mai giocato in Europa League! Oltre alle presenze in Champions League, lo svedese conta qualche presenza in Coppa UEFA ai tempi dell’Ajax, ma nulla più. Adesso, a quasi 35 anni, farà il suo esordio assoluto in Europa League.
ZLATAN RE IN GERMANIA?
Forse pochi lo sanno, ma all’inizio di giugno lo svedese ha ricevuto un’offerta regale! Il Rot-Weiss Oberhausen, squadra che milita nella quarta divisione tedesca, ha presentato un’offerta ufficiale all’entourage di Ibrahimovic, offrendogli il ruolo di re della città che ospita la squadra! Finita qui? Assolutamente no! Tra le varie clausole c’era anche il cambio di nome dello stadio, che avrebbe riportato il suo nome e sarebbe stato rimodernato con materiale IKEA. Il ds tedesco, addirittura, si era detto ottimista sull’approdo dello svedese in Germania, avendo saziato così il suo grandissimo ego, ma non aveva fatto i conti con il portafoglio dello United e le ambizioni di Ibra.
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