Il disastro del Tottenham a Madrid non è solo una questione di punteggio. Il 5-2 subito per mano dell’Atletico ha lasciato una ferita profonda soprattutto per la gestione di Antonin Kinsky, il giovane portiere ceco lanciato nella mischia da Igor Tudor e “bruciato” dopo soli 17 minuti di gioco. Un avvicendamento punitivo che ha sollevato un polverone di polemiche, trovando in Joe Hart una delle voci critiche più autorevoli.
L’affondo di Hart
L’ex numero uno della Nazionale inglese e del Torino, oggi opinionista per TNT Sports, non ha usato giri di parole per condannare la scelta di Tudor. Secondo Hart, l’errore commesso dal ventiduenne fa parte del percorso di crescita di ogni estremo difensore:
“A questi livelli un errore tecnico non può e non deve rovinare una carriera”, ha esordito Hart. “Ma sostituirlo in quel modo, dopo avergli dato pubblicamente fiducia schierandolo titolare, è una mossa difficile da comprendere. Parliamo di un ragazzo di 22 anni che non ha fatto nulla per danneggiare intenzionalmente il Tottenham”.
“Anche i grandi sbagliano, ma serve umanità”
Hart ha poi spostato il focus dalla tattica all’empatia, sottolineando come la gestione psicologica del momento sia stata totalmente fallimentare da parte del tecnico croato. Per l’ex portiere, il trattamento riservato a Kinský è stato eccessivamente severo, quasi deumanizzante:
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Il paragone illustre: “Tutti i portieri vivono serate del genere. È capitato ai più grandi: Buffon, Neuer, Schmeichel. Fa parte del nostro ruolo”.
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Il monito a Tudor: “Puoi sbagliare tecnicamente, ma devi essere trattato come un essere umano”.
