14 Ottobre 2026,ore 11.38

Giroud, ritorno da brividi all’Emirates: “I tifosi non mi hanno dimenticato”

Giroud 2

La notte di Champions League dell’Emirates Stadium si è trasformata in un vero e proprio album dei ricordi per Olivier Giroud. Subentrato al minuto 78 della sfida tra l’Arsenal e il suo Lille, vinta 3-0 dai padroni di casa, il trentanovenne attaccante francese ha riassaporato l’atmosfera dell’impianto londinese che per oltre un quinquennio è stato la sua casa, ricevendo un’accoglienza calorosa e commovente da parte di tutti i settori dello stadio.

Un omaggio spontaneo che ha unito sia il settore ospiti occupato dai tifosi francesi che l’intero pubblico di fede Gunners, pronti a intonare all’unisono il celebre coro dedicato all’ex centravanti della nazionale transalpina.

Il coro unanime e il giro d’onore a fine gara

Ai microfoni dei emittente televisiva Canal+ nel post-partita, Giroud non ha nascosto l’immensa emozione provata fin dal momento del suo ingresso sul terreno di gioco:

“I tifosi sono stati semplicemente fantastici… Quelli del Lille hanno cantato il mio coro e la stessa cosa hanno fatto i sostenitori inglesi dell’Arsenal. A fine partita mi sono preso volutamente un po’ di tempo per fare un piccolo giro del campo e salutare tutti i settori dello stadio: è stato un momento fantastico che porterò sempre con me.”

“Cinque anni e mezzo indimenticabili: questo è il bello degli inglesi”

Per il bomber francese è stato impossibile non riavvolgere il nastro della memoria verso un passato ricco di gol, trofei e un legame viscerale indissolubile con la tifoseria dell’Arsenal:

“Ripeto, ho provato una sensazione meravigliosa, condita da emozioni davvero particolari. Ho trascorso cinque anni e mezzo bellissimi qui a Londra e dimostrano di non essersi affatto dimenticati di me: è proprio questo l’aspetto più bello del pubblico inglese e della loro cultura sportiva. Sul piano del risultato avrei certamente preferito che fossimo riusciti a portare via un punto, ma sono davvero felice di essere tornato nel mio vecchio stadio.”