Da scommessa da 40 milioni a certezza assoluta, sia a Old Trafford che nel continente africano. La parabola di Amad Diallo sta vivendo il suo momento di massima ascesa. Strappato giovanissimo all’Atalanta con un investimento coraggioso dei Red Devils, l’esterno ivoriano ha trovato la sua definitiva consacrazione in Premier League grazie alla cura Ruben Amorim, diventando un titolare inamovibile nello scacchiere tattico dello United.
Ora, quella stessa leadership la sta esportando in Marocco, dove è in corso la Coppa d’Africa.
Protagonista assoluto: un inizio da record
Dopo essere stato escluso, non senza polemiche, dalla spedizione vincente in casa degli Elefanti lo scorso anno, Amad ha risposto sul campo. Ha convinto il CT Emerse Faé a suon di prestazioni in Inghilterra e si è presentato al torneo come il pericolo numero uno dei campioni in carica.
Il campo gli sta dando ragione:
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Esordio decisivo: Contro il Mozambico, ha sbloccato un match complicato con il gol dell’1-0, regalando i primi tre punti ai suoi.
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Bis contro il Camerun: In una sfida d’altissima quota contro i leoni indomabili, Diallo ha confermato il suo stato di grazia. Lanciato in profondità da Konan, ha fulminato Epassy con un destro chirurgico dopo aver puntato l’intera difesa avversaria.
Con due reti in due partite, Amad è attualmente l’unico marcatore della Costa d’Avorio nel torneo e tallona Riyad Mahrez nella classifica dei capocannonieri della competizione.
Leadership e ambizione: il nuovo volto di Amad
Ma non è solo una questione di gol. Ciò che impressiona i tifosi del Manchester United e gli osservatori internazionali è la crescita caratteriale. Nonostante le sole 13 presenze con la Nazionale, Diallo gioca con la personalità di un veterano.
Anche le sue dichiarazioni post-partita dopo l’1-1 con il Camerun riflettono questa nuova mentalità: nessuna esultanza per il gol personale, ma solo delusione per la vittoria sfumata e lo sguardo già rivolto al match decisivo contro il Gabon per blindare il primo posto nel girone.
Mentre Amorim lo aspetta a Manchester per la seconda metà di stagione, Amad si gode il suo status: l’esterno che “vedeva la porta” a Bergamo è diventato un leader totale capace di trascinare un’intera nazione.
