Il Manchester United ha iniziato a tessere la tela per il mercato estivo, mettendo nel mirino un rinforzo mirato per la corsia mancina. Tra i nomi altisonanti che circolano nei corridoi di Carrington, ne è emerso uno che ha sorpreso molti addetti ai lavori: quello di Marcus Tavernier, jolly offensivo del Bournemouth.
Una “Giant Killing” mancata e il timbro a Old Trafford
Nonostante uno score stagionale che parla di 6 gol e 4 assist in 26 presenze — cifre non esattamente da capogiro — il 26enne inglese ha scalato le gerarchie della short-list dei Red Devils grazie a una dote rarissima: la capacità di esaltarsi nei grandi appuntamenti.
Il punto di svolta risale allo scorso dicembre, nel pirotecnico 4-4 di Old Trafford contro lo United. In quell’occasione, Tavernier fu il dominatore assoluto della fascia, firmando un gol su punizione e un assist al bacio. Una prestazione “faccia a faccia” che sembra aver stregato gli scout e lo staff tecnico, convinti dalla sua dinamicità e dalla capacità di creare superiorità numerica.
La strategia di Michael Carrick
Con il passaggio alla gestione di Michael Carrick, lo United sta cercando profili che garantiscano equilibrio tattico e “Premier League experience”. Tavernier, valutato circa 40 milioni di sterline, rappresenta l’alternativa concreta e sostenibile a nomi più esotici o costosi come il talento dell’RB Leipzig, Yan Diomandé, o il fantasista del Nottingham Forest, Morgan Gibbs-White.
Il profilo dell’esterno delle Cherries piace per tre motivi fondamentali:
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Versatilità: Può giocare come ala pura, esterno a tutta fascia o trequartista.
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Affidabilità: Conosce alla perfezione i ritmi e le ruvidezze del calcio inglese.
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Costo: Rispetto ai 100 milioni richiesti per Diomandé, l’affare Tavernier permetterebbe di investire anche in altri reparti (centrocampo in primis).
