Il Manchester City trema. Rodri, il cervello della squadra di Pep Guardiola e vincitore del Pallone d’Oro 2024, ha lanciato un segnale che sta già facendo il giro d’Europa. Dal ritiro della nazionale spagnola, ai microfoni di Radioestadio Noche, il centrocampista madrileno ha rotto il silenzio sul proprio futuro, aprendo a uno scenario che fino a pochi mesi fa sembrava fantacalcio: il ritorno in Spagna, sponda Real Madrid.
“Dovremo sederci e parlarne”: il nodo del contratto
Con un contratto in scadenza nel 2027, Rodri si trova a un bivio cruciale della carriera. Nonostante sia l’architetto insostituibile del gioco dei Citizens, le sue parole lasciano spazio a pochi dubbi sulla necessità di un confronto imminente con la dirigenza: “Mi resta un anno effettivo prima di entrare nell’ultima fase del contratto. A un certo punto dovremo sederci con il City e capire cosa fare“. Un “invito” al club che suona come un avvertimento: senza un progetto (o un rinnovo) blindato, l’addio non è più un tabù.
Il clamoroso “Sì” ai Blancos di Arbeloa
Ma è stata la risposta sul possibile approdo al Bernabéu a incendiare gli animi. Nonostante un passato importante con la maglia dell’Atletico Madrid, Rodri non ha usato giri di parole per descrivere il fascino delle Merengues, oggi guidate in panchina da Alvaro Arbeloa: “Anche se ho giocato nell’Atletico, non chiudo la porta al Real Madrid. Non si può dire di no ai migliori club del mondo“. Un’apertura frontale che suona come una “chiamata” a Florentino Pérez, da tempo alla ricerca di un erede assoluto per la gestione dei tempi di gioco a centrocampo.
I prossimi mesi, con l’avvicinarsi della sessione estiva, saranno decisivi. Il City riuscirà a trattenere il suo pilastro o assisteremo al ritorno del “Re” nella sua Madrid?
