Il sogno Champions del Manchester City si infrange contro il muro del Real Madrid. Dopo il pesante 3-0 del Bernabéu, ai Citizens non riesce il miracolo all’Etihad: finisce 2-1 per i Blancos (5-1 il computo totale), in una gara condizionata dall’espulsione di Bernardo Silva che ha costretto gli inglesi all’inferiorità numerica per gran parte del match.
Nel post-partita, un Pep Guardiola visibilmente orgoglioso ma pungente ha analizzato l’eliminazione ai microfoni di Sky Sport e in conferenza stampa, non risparmiando frecciate alla critica.
“In 10 è stata durissima”
Il tecnico catalano ha esordito rendendo merito ai suoi, pur sottolineando quanto l’episodio del rosso abbia pesato sull’economia della sfida:
“Già l’andata era stata dura, sarebbe stato difficile anche 11 contro 11. Avremmo voluto sfidarli ad armi pari, ma l’azione l’abbiamo vista: è andata come è andata. Nonostante l’inferiorità, abbiamo un gruppo straordinario; hanno fatto tutto il possibile e voglio loro un bene enorme.”
Sulla gestione dei cambi, in particolare l’uscita di Erling Haaland nel momento del forcing finale, Pep è stato pragmatico: “Non potevamo più rimontare, l’ho tolto per farlo riposare in vista dei prossimi impegni”.
La provocazione sulla Champions: “Ne servono sei per convincervi?”
Il momento più teso – e allo stesso tempo ironico – della serata è arrivato quando a Guardiola è stato chiesto se si riterrebbe soddisfatto lasciando il City con una sola Champions in bacheca. La risposta è stata un mix di sarcasmo e orgoglio:
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L’ironia sul futuro: “Tutti vogliono esonerarmi, vero? Un giorno verrò qui e dirò ‘ciao ciao ragazzi’, ma per ora sono ancora qui con un altro anno di contratto.”
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La stoccata ai media: “Avete ragione, devo vincerne sei per essere riconosciuto. All’inizio mi chiedevate se avrei mai vinto la coppa mentre facevamo 100 punti in Premier. L’abbiamo vinta, e ora mi chiedete perché non ne abbiamo vinte cinque o sei.”
“Siamo sulla strada giusta, serve cinismo”
Nonostante l’uscita agli ottavi, Guardiola guarda al futuro con ottimismo, paragonando il momento attuale alla sua prima stagione a Manchester:
“Mi piacerebbe avere la pressione che ha il Real Madrid, dove se non vinci la Champions è un fallimento. Al City l’aspettativa è diversa, ma con il tempo ci arriveremo. Non siamo ancora completi, dobbiamo imparare a essere più cinici in certi momenti, ma la sensazione è che siamo una squadra straordinaria. Torneremo l’anno prossimo e saremo fortissimi.”
